Il Tirreno

Livorno

Lettera bomba, attentato annunciato

Polvere usata per riempire le cartucce e polvere da sparo In alto a destra il colonnello Albamonte
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Polvere usata per riempire le cartucce e polvere da sparo In alto a destra il colonnello Albamonte

I servizi segreti della Difesa avevano dato l'allarme nei giorni precedenti

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 LIVORNO. L'attentato al parà della Folgore poteva essere evitato? È difficile rispondere. Una cosa però è certa: nei giorni precendenti l'arrivo della lettera bomba al colonnello Alessandro Albamonte, capo di stato maggiore della brigata, il ministero della Difesa aveva diffuso vari messaggi riservati di allerta. Uno di questi si riferiva proprio al rischio di attacchi terroristici anche anarchici.  I fax del Ministero della Difesa, allertato a sua volta dai Servizi, sono stati inviati a tutte le forze dell'ordine. Nei giorni precedenti all'attentato, avvenuto lo scorso giovedì alla caserma Ruspoli in viale Marconi (con rivendicazione anarchica), il clima era piuttosto teso sul fronte del rischio attentati. E se da lato, come spiegano le forze dell'ordine, di fax ministeriali ne arrivano diversi quotidianamente, è anche vero che proprio alla vigilia dell'arrivo della busta bomba, c'erano dei messaggi che invitavano all'innalzamento della soglia di allerta.  Per quanto riguarda il rischio di agguati anarchici, come confermano dalla questura, il Ministero faceva riferimento in particolare a volantini ed eventuali rivendicazioni legate agli attentati alle ambasciate svizzera, cilena e greca avvenuti a fine dicembre a Roma. Una pista questa già seguita dal Ros che indaga sulla busta bomba alla Ruspoli. I fax parlavano anche più in generale del rischio di attentati, con conseguente monitoraggio degli obiettivi sensibili.  Viene quindi spontaneo chiedersi come abbia fatto, in questo clima di maggiore allerta, la lettera indirizzata al Capo di stato maggiore della brigata dei parà a passare tutti i controlli.  A questo proposito, l'ufficio stampa della Folgore dice che è normale che ci siano dei momenti in cui c'è più allerta, soprattutto quando accade qualcosa all'estero (come ad esempio le tensioni in Libia); ma aggiunge anche di non aver ricevuto alcun messaggio particolare prima dell'attentato.  Fatto sta che, dopo il terribile episodio che è costato gravissime ferite alle mani e agli occhi al colonnello Albamonte, le misure di sicurezza sono state ulteriormente aumentate. Gli esperti di attentati, fatti con buste cosiddette "intrappolate", spiegano che esiste un particolare strumento, lo scan mail, in grado di individuare plichi sospetti contenenti polvere nera o polvere per cartucce: basta infilare le lettere nello scanner. In alternativa ci sono dei dispositivi, tipo quelli degli aeroporti, che fanno i raggi x alle buste.  Intanto migliorano le condizioni di Albamonte. Il colonnello è ancora ricoverato a Careggi a Firenze e la prognosi resta riservata, ma la malattia sta seguendo un normale decorso e il parà sta sempre meglio, anche grazie al calore della famiglia e dei colleghi.  Sul fronte delle indagini, prende corpo l'ipotesi che dietro l'attentato di giovedì scorso ci sia una regia toscana, come pure dietro i fatti di Atene (analogo plico inviato al carcere di Koridallos, ma inesploso) e all'agenzia per l'energia atomica in Svizzera. Su questo stanno indagando i carabinieri del Ros, mentre sono sempre in corso i rilievi scientifici del Ris sui resti della lettera.

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di Redazione web