Il Tirreno

Livorno

I lavori letterari degli studenti/3

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Flaminia Casola, V scuola elementare E. De Amicis via XXIV Maggio - Pontedera (Pi). Insegnante: Gabriella Galligani. Dirigente scolastico: Liviana Canovai.

La barca a vela

Il mare è un meraviglioso manto di onde azzurre, un intreccio increspato di suoni e rumori. Una barca a vela scivola lentamente sull’acqua che brilla al sole Il vento alza le onde ed essa prosegue lentamente. Dalla riva, lontana si scorge la barca a vela, nascosta da un incantevole panorama di onde schiumose. È tutta un luccicchio di meraviglie e speranze ed emerge tra le bellezze del mare. Diventa così uno stupendo simbolo di candore e sogni, avvolgendo nel dolce vortice di ricordi nostalgici.

Alice Frediani, classe V scuola De Amicis elementare via XXIV Maggio, Pontedera. Insegnante Gabriella Galligani. Dirigente scolastico: Liviana Canovai.

Vele

Le vele ondeggiano come onde che con le barche raggiungono le sponde arrivano ad ogni porto perchè la barca gli fa da corpo. Un bel corpo resistente per ogni vela differente Oh! Vela vela quante barche puoi trasportare con il vento che ti sa aiutare.

Sergio Mattolini classe V scuola elementare E. De Amicis via XXIV Maggio Pontedera. Insegnante Gabriella Galligani. Dirigente scolastico: Liviana Canovai.

Il gioco del mare

Corro sulla spiaggia, tra la schiuma delle onde, gioco con i bambini sulle sponde del mar. La spiaggia colorata mi fa sentire bene, il mare cristallino mi fa sentir felice. I pesci colorati nuotano nel mare, e come saette vanno qua e là.

Elettra Dini classe V scuola elementare E. De Amicis Pontedera, via XXIV Maggio. Insegnante: Gabriella Galligani. Dirigente scolastico: Liviana Canovai.

L’Orizzonte

Lo sguardo va verso l’orizzonte, dove il cielo con il mare si confonde, nel silenzio si sente sempre un movimento. Tra un’onda e l’altra il mare e il vento sembra danzare un ballo lento; sotto le stelle e sotto il sole ci sono sempre tante persone, di lingue e culture diverse, che con tamburi, chitarre e falò fan grandi feste. Durante il dì quando il sole è alto nel cielo, vola il gabbiano passeggero; dal cielo alla terra porta la pace e cancella la guerra.

Chiara Picchi classe V scuola elementare E. De Amicis via XXIV maggio Pontedera. Insegnante: Gabriella Galligani. Dirigente scolastico: Liviana Canovai.

Il Mare

Corro sulla sabbia, nel gioco delle onde Mi tuffo nel mare con i miei amici. Vado sul pontile a pescare pesciolini. Il pomeriggio guardo il sole rosso con le sue sfumature arancioni che tramonta. Faccio con la sabbia tanti castelli e forme diverse di animali. Il mare azzurro ci rinfresca fin dentro l’anima E nasconde tante meraviglie Che scopriamo solo visitandolo. Guardo i cartoni perchè piove, mi dispiace non posso andare sulla spiaggia. Lui è rumoroso e violento Perché non c’è nessuno a fargli compagnia Si sente urlare anche da casa mia.

 

Anna Albertine Pierette Gomis, classe V scuola elementare E. De Amicis, via XXIV Maggio Pontedera. Insegnante: Gabriella Galligani. Dirigente scolastico Liviana Canovai.

Il mare

Corro sulla sabbia, nel gioco delle onde. Ma ti ho girato le spalle e me ne sono andata. Mare Ti voglio salutare ma che sia un arrivederci Mare I miei sentimenti ti appartengono Mare Non posso vivere senza un amico come te.

Salvatore Liggeri IISS E. Mattei - Istit. prof. Alberghiero classe II sez. C, via della Repubblica n. 16, Rosignano Solvay. Docente: prof.ssa Rosanna Caliani. Dirigente scolastico: Riccardo Borraccini.

Figlio d’Italia

Figlio mio, sto per dedicare a te qualcosa che non ho dedicato mai a nessuno... nemmeno a me stesso.

Sto per farti l’unico regalo che riceverai da me, un regalo che non solo rimarrà per sempre nel tuo cuore, ma anche in quello di tuo figlio, dei suoi figli e così nell’avvenire. Quando leggerai tra le righe di questo mio testamento, probabilmente avrai lacrime da versare, ma ricordati che, un giorno, in ogni tuo passo libero in questa penisola, in ogni parola iberamente espressa e in la qualsivoglia libertà di pensiero, io sarò lì.

Spero comprenderai questo mio sacrificio e spero che tu viva di questo un giorno, quando potrai camminare a testa alta, come un vero uomo, con orgoglio, così come sto facendo io.

Mi presento a te, piccolo mio, voglio che tu sappia il mio nome, prima di aprire i tuoi occhietti dolci e rivolgere lo sguardo alla tua dolce madre, che ancor ti tiene in grembo.

Mi chiamo Duccio Banserna, faccio parte di un gruppo di sognatori, circa mille, al comando di un uomo che probabilmente sentirai rinomare per anni, se non per secoli... Giuseppe Garibaldi, un grande condottiero forgiato da incredibili battaglie, un uomo che in cuor suo ha un sogno: creare qualcosa, una terra che potremo un giorno chiamare patria.

Sono orgoglioso di essere a bordo di questa nave con lui e con i miei compagni, sento il loro cuore arder di gioia e di speranza dinanzi a questo mare blu, color dell’anima, con a tratti sfondi verdi di speranza... ed è proprio ciò che ognuno di noi qui possiede... anima e speranza per ciò che andremo a fare.

Ci sono molti dei compagni qui che, come me, avrebbero tanto da dire alle loro mogli ed ai loro figli, ma non lo fanno, perchè hanno paura che tutto ciò che stiamo facendo fallisca e che noi rimarremo solo un numero di morti per una guerra inutile.

Io non la penso così; credo che nel bene e nel male tu debba sapere cos’ho fatto io d’importante nella mia vita: ho passato anni a lavorar sodo, per far star bene tua madre e per far sì che tu nascessi felice... un giorno mi sono chiesto se lo ero anche io e mi sono accorto che stavo facendo una vita che non riguardava me, il mio spirito da combattente.

Avevo voglia di evadere da una brutta realtà, di creare qualcosa di nuovo per te, che dovevi nascere e crescere felice, sano e robusto. Un bel giorno, forse grazie al Signore, chi lo sa, mi giunse notizia di questo condottiero e di altri grandi uomini che, come lui, stavano progettando qualcosa di grande alla quale valeva la pena partecipare... volevo cambiare la mia vita e quella di tutti quelli che, come me, soffrivano ogni giorno la fame e la schiavitù di popolazioni straniere... Perchè non possiamo essere un popolo unito? Perchè non abbiamo il diritto di chiamare fratello un abitante di questa così bella penisola?

Così, zaino in spalla e detto tutto a tua madre, eccomi qui, figlio mio; ho realizzato il mio sogno, sto costruendo quell’attimo di vita che c’è in me, sto mostrando a tutti chi sono io e con addosso questa divisa rossa, al comando di Garibaldi, sono pronto a tutto.

Non so quanto manchi ancora, per arrivare a Marsala... prima tappa che mi porterà in un lungo viaggio fino alla tanto sperata liberazione di tutta la penisola. In questo preciso istante, mentre scrivo a te, caro figlio, sto guardando l’unica creatura che, spesso, mi dà gioia nei momenti di nostalgia e tristezza... è un bambino, credo, di appena undici anni... si chiama Giuseppe Marchetti... assieme a suo padre, un mio carissimo amico di nome Luigi... mentre guardo quel bambino, penso a quando anche lui sarà uomo e potrà godersi ciò per cui noi stiamo lottando... vien da emozionarsi a veder un giovincello come lui lottare per qualcosa di così grande.

Credo anche che sia consapevole di ciò che fa, qui ne siamo tutti consapevoli. Qualche giorno fa, ci siamo fermati a Talamone, per rifornirci di munizioni, armi e cannoni... vien un sorriso pensando a quel bambino che, prendendo un fucile in mano, non riuscendo a reggerne il peso, dopo un pò è inciampato porgendomi la mano, per chiedermi aiuto. Nel rialzarlo in piedi, gli ho tolto il fucile di mano, dicendogli che un eroe non è chi combatte col fucile, ma chi ogni giorno lotta col cuor.

Parole forse inutili; il giovincello voleva rispodermi, stava probabilmente per chiedermi il perchè invece io lo avessi... fortunatamente non l’ha fatto, non gli avrei risposto. L’unica cosa che non tollero sono le armi... oh Dio, se solo concedessi il dono della ragione e della sapienza a coloro che occupano e opprimono i popoli, facendoci vivere di stenti! Invece dobbiamo usare il fucile e lottare, per avere dei diritti, ingiustamente tolti. Quando penso a quelle persone potenti e così ingiuste, ecco che viene in mente uno spiraglio di luce in questo buio perenne, perchè chiamar uomo un Generale come Garibaldi è dir poco. Sta quasi tutto il giorno a prua, scruta attentamente l’orizzonte, rilassato direi, quella nave a vapore come non ne avevo mai viste metteva sicurezza e tranquillità in me e, a quanto pare, tranquillizzava anche il Generale.

Non ero mai stato in una nave prima d’ora, devo ammettere che mi divertivo... chissà, magari un giorno farò il pescatore, anche se stare per molto tempo in navigazione non è facile, spesso ci arrangiamo, perchè privi di cibo, acqua o altro, senza contare il fatto che ci sono compagni che da quando siamo partiti da Quarto non fanno altro che dare di stomaco!

Mi piace pensare, a volte, a quante persone prima di noi hanno solcato questo mare... il giorno un blu magnifico, mette quasi allegria, mentre la notte il buio totale, si riesce a intravedere solo la luna che riflette nell’acqua... inquietante!

Certe notti, mi piace guardare il cielo; oltretutto, da quando ho conosciuto anche il timoniere, sto imparando un sacco di cose sulla navigazione! Queste nuove navi a vapore sono davvero complicate; e dopo le spiegazioni da parte del timoniere, ho capito veramente ben poco! Ma ben più, mi preoccupava spesso il Generale: i suoi occhi sembra che parlino, vedo di consueto in lui uno sguardo agghiacciante... mette inquietudine... soprattutto al tramonto; dopo i pasti si rimette lì, a prua, si avvicina al timoniere ed ecco che quasi si pietrifica... riesco a intravedere da quei suoi occhi un senso di colpa.. e un senso d’impotenza... sento che lui vorrebbe fare di più e come noi ha paura... sa solo lui la forza di volontà che ha... ed ecco che, come tutte le volte che gli succede, volta lentamente il capo verso di noi e nota che lo stiamo fissando incuriositi... ci sorride e i suoi occhi cambiano... sembran cambiar colore, si stringono, ci sorridono.. siamo la sua speranza.

Giorno dopo giorno cerca di studiare nuove strategie, nuove tattiche per quando saremo lì... Garibaldi vuole vincere e noi con lui.

Non riesco ancora ad immaginarmi che cosa ci attende... non so cos’è la guerra, non l’ho mai vissuta dal punto di vista di un soldato... chissà cosa si proverà dinanzi al nemico... sensi di colpa dopo averlo ucciso... o soddisfazione?

Più i giorni passano e più aumenta un solo struggente pensiero “sto per togliere un padre ad un figlio; pur avendo una divisa di colore diverso dalla mia, rimane un uomo”.

Figlio mio, ti prometto che, comunque andrà, io rispetterò il mio nemico; non credere mai che proverò piacere a far del male a delle persone, ma come loro hanno motivazioni per combattere, io ho le mie... se un giorno la convivenza civile si evolverà, capirà l’orrore che un uomo può provare in guerra.

Spero che tu mi farai ricordare come un padre d’eccezione, un padre che ha dato a te tutto ciò di cui avevi bisogno, anche se non ci sarò fisicamente.

Non so se sopravviverò a questa guerra, ma se stai leggendo le mie parole non darmi colpa, non sei ancora nato e già mi preoccupo per ciò che tu penserai di me... dopotutto oltre ch’esser un soldato, resto sempre un uomo e prima di tutto tuo padre.

I giorni continuano a passare e qui in nave è sempre più duro resistere, restare per tutto il giorno, tutti i giorni, nello stesso posto, col cibo che inizia a scarseggiare pian piano... ah Dio! Fa solo che saremo a Marsala al più presto e ch’io possa combatter con onor la mia prima battaglia.

Caro figlio, quando nascerai, vedrai una patria che non riesco a vedere io oggi, una nazione costituita da valori in cui credere, libertà e diritti.. è la patria che stiamo costruendo noi oggi; anche se non siamo ancora in combattimento, siamo tutti qui riuniti dentro questa nave, lottando prima di tutto contro noi stessi... stiamo lottando contro la nostra fame, la nostra sete e la nostra nostalgia, vogliam essere i primi patrioti a lottar, i primi a morir... gli ultimi ad essere scordati!

Figlio mio, vedrai dalle ceneri di questa guerra sorgere una grande nazione... vedrai nascere un Regno tutto italiano, che ha visto nei secoli grandi battaglie e nascite di grandi imperi. Ciò che ti voglio mostrare è una nazione moderna, dove il popolo sia orgoglioso di farne parte... io ne sono già orgoglioso... perchè lo rivedo nei miei sogni... e lo rivedrò nei tuoi occhi... e negli occhi della generazione prossima di italiani... sii orgoglioso di me figlio mio, sii orgoglioso della tua patria, figlio d’Italia!

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