Italia
I lavori letterari degli studenti
Non erano trecento
“Eran trecento, eran giovani e forti e sono morti! Quel giorno mi scordai di spigolare, e dietro a loro mi misi ad andare”.
Arrivarono dal mare a Sapri, in Campania. Venivano da Genova. Sbarcarono sulla spiaggia dell’Oliveto In testa a tutti, forte del suo ardore patriottico, un uomo. Carlo Pisacane si chiamava. Voleva - sognava - l’Italia libera, unita, indipendente. Gli avevano detto che, ad attenderlo, ci sarebbe stata tanta gente. Gente disposta a combattere al suo fianco. Gente del popolo. Gente della campagna. Gente contro il potere che opprime. Invece si trovò insieme a pochi altri. Dissero che erano trecento. Ma non era vero. Erano poche decine. C’erano anche furfanti, criminali, persone senza scrupoli, evasi dal carcere di Ponza. A tutto interessati tranne che all’Italia unita. Non sapevano neanche che fosse. Loro pensavano ad altro: a come mettere insieme il bottino. Non erano trecento e non erano tutti giovani e forti. Molti andarono per conto loro, altri se la dettero a gambe. Di forte, c’era soltanto lui: Carlo Pisacane. Chi l’aveva tradito? Arrivarono dal mare a Sapri, dopo giorni di navigazione drammatica sul piroscafo Cagliari, preso con la forza. S’avventurarono nell’entroterra. Con la speranza di trovare sostegno. Incontrarono, invece, l’esercito borbonico e la popolazione inferocita, messa su dall’arciprete e dal capo urbano. Fu una strage. Pisacane morì tra i primi. Il suo corpo venne messo insieme agli altri, nel rogo appiccato a conflitto finito. Era il 2 luglio 1857. Era la fine di un sogno. Poi venne l’oblio. Poi la leggenda dei trecento giovani e forti, alimentata dalla canzone della “Spigolatrice di Sapri”. Una leggenda venuta dal mare. Le onde vanno oltre il tempo. E non sempre riescono a cancellare la storia, quella vera, quella che spesso non si trova sui libri di storia.
Classe VB scuola primaria Giovanni Pascoli, Fucecchio (Fi). Insegnante: Lorella Cardellicchio. Dirigente scolastico: dott.ssa Lia Morelli. La scuola prima G. Pascoli fa parte dell’Istituto comprensivo Montanelli-Petrarca, v. Leonardo Da Vinci, Fucecchio (Fi).
L’eroe dei due mondi.
Fu marinaio e comandante, e così fu anche suo padre Domenico. Ma qualcosa sempre lo contraddistinse: l’inclinazione alla libertà. Un’avventura fu la sua vita, tra terra e mare, sempre in azione, alla ricerca dell’unità. Animatore della resistenza, di fama leggendaria, ebbe l’appellativo di eroe dei due Mondi. In fuga, braccato, uomo di mare, si dice fosse capitano si seconda classe. Ebbe intorno a sè numerosi volontari e tre donne. La più amata, Anita, morì di fatiche e privazioni per seguirlo nelle sue spedizioni. In età avanzata, e in cattive condizioni di salute, scelse l’isola di Caprera e il mare che la circondava per morire. Era il 2 giugno 1882 quando uscì di scena. Aveva soltanto 75 anni, ma la sua vita era stata intensa.
Chiara Calabrò, classe 5ª Newbery, Marina di Pisa.
La navigazione di Garibaldi...
Iniziarono i numerosi viaggi marittimi di Garibaldi; fra quelli che rimasero più impressi al condottiero vi fu quello sul brigantino L’Enea, al cui comando vi era Giuseppe Gervino, durante il quale, in una tempesta, vide una felucacatalana, a cui non poterono prestare soccorso, sprofondare travolta dalle onde.
Nel 1827, navigando con la Coromandel, raggiunse le Canarie e nello stesso anno, a settembre, salpò da Nizza con la Cortese, comandata da Carlo Semeria, per il Mar Nero ma durante il viaggio il bastimento fu assilito per tre volte dai corsari turchi che depredarono la nave, rubando persino i vestiti dei marinai, mentre il capitano non oppose la minima resistenza. Di questo viaggio la sua prima lieve ferita in battaglia, evento forse ingigantito dalle fonti con il tempo.
Il viaggio comunque continuò e nell’agosto del 1828 Garibaldi sbarcò dalla Cortese a Costantinopoli dove, ammalato, rimase per diverso tempo, sino al 1831; in quel periodo per sostenersi economicamente faceva l’istitutore, insegnando italiano, francese e matematica. Fra i motivi che lo fecero indugiare vi fu la guerra turco-russa, che chiuse le vie commerciali marittime; nel frattempo si integrò nella comunità italiana, grazie anche alla presenza di una sua concittadina, la signora Luisa Sauvaigo. Secondo le ricerche compiute dalla sua bisnipote diretta Annita Garibaldi, probabilmente frequentò la casa di Calosso - comandante della cavalleria del Sultano col nome di Rustem Bey - e l’ambiente dei genovesi, che storicamente erano insediati nel quartiere di Galata e Pera. Ritornò a Nizza nella primavera del 183???.
Appena giunto nella città ripartì subito imbarcandosi sulla Nostra Signora delle Grazie comandata da Antonio Casabona, prima come secondo e poi l’anziano capitano gli cedette il comando. Il 20 febbraio del 1832 gli fu rilasciata la patente di capitano di seconda classe. Nello stesso mese si reimbarcò con la Clorinda per il Mar Nero; si contavano venti uomini e bordo e la paga di Giuseppe fu di 50 lire piemontesi al mese mentre 100 toccarono al capitano, Simone Clary. Ancora una volta la nave su presa di mira dai corsari ma questa volta l’equipaggio accolse gli aggressori a fucilate. Garibaldi fu ferito alla mano destra: avrebbe poi ricordato l’accaduto come il suo primo combattimento. Proprio sulla Clorinda conobbe Edoardo Mutru, suo compagno d’armi in futuro.
Nel 1833 si contarono sui registri navali 72 mesi mesi di navigazione effettiva. L’importanza dello spirito marinaro in Garibaldi è stato più volte sottolineato, gli scritti di Augusto Vittorio Vecchi, più noto con il nome di Jack La Bolina influenzarono i successivi studiosi sull’argomento, egli che definiva il Mar Mediterraneo un ottimo insegnante, vedeva nell’eroe l’ingenuità degli uomini di mare in contrasto con la furbizia degli uomini di terra. Di parere simile era Pino Fortini affermando che il mare lo aveva formato, educato moralmente. Dopo 13 mesi di navigazione ritornò a Nizza, ma già nel marzo 1833 ripartì per Costantinopoli. All’equipaggio si aggiunsero tredici passeggeri francesi seguaci di Henri de Saint-Simon, imbarcati di notte e controllati dalla polizia che andavano in esilio nella capitale Ottomana. Il loro capo era Emile Barrault, professore di retorica che espose le idee sansimoniane ad un attento Garibaldi.
Garibaldi, allora ventiseienne, fu molto influenzato dalle sue parole, ma Anita Garibaldi ipotizza che appare probabile che quelle idee non gli giungessero del tutto nuove, fin da quando aveva soggiornato nell’Impero Ottomano, luogo prescelto da tanti profughi politici dell’Europa e percorso esso stesso da fremiti di autonomia e di libertà.
Tutto ciò contribuì a convicerlo che il mondo era percorso da un grande bisogno di libertà. Lo colpì in particolare Emile Barrault quando affermò: Il bastimento sbarcò i francesi a Costantinopoli e procedette per Taganrong, importante porto russo sul Mar d’Azov. Qui in una locanda, incontrò un uomo detto il Credente, che espose a Garibaldi le idee mazziniane.
Le tesi di Giuseppe Mazzini sembrarono a Garibaldi la diretta conseguenza delle idee di Barrault ed egli vide nella lotta per l’Unità d’Italia il momento iniziale della redenzione di tutti i popoli oppressi. Quel viaggio cambiò la vita di Garibaldi; nelle sue Memorie scrisse: “Certo non provò Colombo tanta soddisfazione nella scoperta dell’America, come ne provai io al ritrovare chi s’occuppasse della redenzione della patria”.
Bartelloni Alessio V Scuola Primaria Paduletto Via Paduletto nº102 Lido di Camaiore. Insegnanti: Maria Lari, Patrizia Nottoli Dirigente Scolastico: Filomena La Pietra. Il mare della Versilia. Il mare della Versilia, una distesa d’acquamarina, un’alba ghiacciata, un tramonto infuocato. Il mare della Versilia, al crepuscolo scarlatto e la sera diamante, che riflette la Luna brillante. Il mare della Versilia, incanto d’inverno e d’estate, terra di conquista anche per te. Posti magnifici nascosti ci tien lontani e profondi e di pesci c’è pien; vascelli grandissimi e tesori bellissimi. Il mare della Versilia, una distesa di blu che puoi conquistare anche tu.
Busatti Bei Glauco V Scuola Primaria Paduletto Via Paduletto nº102 Lido di Camaiore. Insegnanti: Maria Lari, Patrizia Nottoli Dirigente Scolastico: Filomena La Pietra. Il mare della Versilia.
Il mare della Versilia al tramonto è come un vulcano incandescente rosso di lava sputata da un drago.
All’alba diventa più rosa sfumato come il calore dei fiori in un prato; quando il sole affonda nelle acque profonde diventa buio come un gatto scacciato della stupida superstizione. Il mare della Versilia in estate è una festa di Carnevale insieme alla marea di persone come coriandoli e stelle filanti. Quando il mare è calmo risplende di luce riflessa dal sole, sembra un arcobaleno verde e blu, limpido e trasparente. Durante il temporale, con le sue potenti onde che si scagliano sulla riva pare un cavallo imbizzarrito che galoppa contro il vento.
Pellegrinetti Filippo V Scuola Primaria Paduletto Via Paduletto nº102. Lido di Camaiore. Insegnanti: Maria lari, Patrizia Nottoli, Dirigente Scolastico: Filomena La pietra.
Il mare della Versilia
Il mare della Versilia è un arcobaleno di colori, il mare della Versilia è un quadro con mille sfumature, il mare della Versilia è lo specchio delle stelle, il mare della Versilia è la dimora del Sole, il mare della Versilia è un letto di cui puoi riposare, il mare della Versilia è un amico con cui puoi giocare, il mare della Versilia è un bambino dal carattere forte, il mare della Versilia è una poesia di onde, il mare della Versilia è un continente di conchiglie. Il mare della Versiglia è un luna-park dei pesci.
Celli Gaia V Scuola Primaria Paduletto Via Paduletto nº102 Lido di Camaiore, Insegnanti: Maria Lari, Patrizia Nottoli, Dirigente Scolastico: Filomena La Pietra.
Il mare della Versilia
Il nero della notte affoga ogni cosa il mare è qui... davanti a me. Un fulmine squarcia il cielo, il suo bagliore sbianca le onde che si rincorrono, si alzano e si gonfiano fino a inghiottire la riva. In questa notte anche le Apuane sono grandi, nere, paurose, lontane. Finalmente il sole spunta all’orizzonte e la terra verde ed allegra si riunisce al mare.
Marchetti Benedetta V Scuola Primaria Paduletto Via Paduletto nº102 Lido di Camaiore. Insegnanti: Maria lari, Patrizia Nottoli, Dirigente Scolastico: Filomena La Pietra.
Il mare della Versilia
Il mare al mattino si sveglia baciato dal sole si lascia cullare dal vento gentile le nuvole rosa lo fanno arrossire, la pioggia d’estate lo fa arrabbiare. I pesci nuotando gli carezzano il cuore, le onde felici applaudono il cielo, il mare è la vita, ti fa sognare, la luna riflette il suo splendore, il mare è amore.
Giannecchi Sabrina Scuola Primaria Paduletto Via Paduletto nº102 Lido di Camaiore. Insegnanti: Maria Lari, Patrizia Nottoli. Dirigente Scolastico: Filomena La Pietra.
Il mare della Versilia
Il mare è un’immersa distesa d’acqua blu dove si perdono i miei occhi blu. Il mare è il migliore amico dell’estate, di gioco e di risate. Quando le vacanze sono finite il mare è ancora lì che mi sorride, con le sue spiagge meno assolate ma ancora molto frequentate.
Morelli Mattia V Scuola Primaria Paduletto Via Paduletto nº102 Lido di Camaiore, Insegnanti: Maria Lari, Patrizia Nottoli, Dirigente Scolastico: Filomena la Pietra.
Il mare della Versilia
Quando mi affaccio alla finestra ti vedo sempre lì, i tuo cavalloni sbattono sulla sabbia dorata e dopo un pisolino mi sembra di vedere l’acqua brillare; quando faccio il bagno, le tue ondate improvvise mi travolgono e quando i lampi senza suono ti fanno sembrare un’acqua che non si è mai vista prima è in questi momenti che hai qualcosa in più di tutti gli altri mari. Sei il mare della Versilia e nessun altro ha gli stessi fondi e i variegati tramonti. Quando piove o c’è il sole, vari sempre i tuoi colori; nel corso delle stagioni sei come un fiore appena sbocciato.
Maffucci Lorenzo V Scuola Primaria Paduletto Via paduletto nº102 Lido di Camaiore, Insegnanti: Maria Lari, Patrizia Nottoli, Dirigente Scolastico: Filomena La Pietra.
Il mare della Versilia
L’acqua del mare della Versilia è lucida come uno specchio, l’acqua del mare della Versilia è pulita come un cristallo luccicante. Nei giorni di pioggia l’acqua del mare della Versilia è triste come un bambino solo. Nei giorni di sole è scintillante come l’oro. L’acqua del mare della Versilia è unica.
Dati Elisa Scuola Primaria Paduletto Via Paduletto nº102 Lido di Camaiore, Insegnanti: Maria Lari, Patrizia Nottoli, Dirigente Scolastico: Filomena La Pietra.
Il mare della Versilia
Il mare con le sue onde che si alzano e ti abbracciano, corrono verso un traguardo. La sua schiuma sembra cotone che non si fa mai prendere. Il mare si arrabbia e appare molto violento, le onde si disperdono e il mare diventa nero. Il tramonto in un giorno sereno si specchia con il mare e per un momento sembra di fuoco.
Lipparelli Flavia Scuola Primaria Paduletto Via Paduletto nº102 Lido di Camaiore, Insegnanti: Maria lari, Patrizia Nottoli, Dirigente Scolastico: Filomena La Pietra.
Il mare della Versilia
Il mare è un dolce profumo d’estate. Il mare brilla sotto il sole come le stelle di notte. Il mare invita i bambini a giocare con le onde.
Puca Daniela V Scuola Primaria Paduletto Via Paduletto n.º 102 Lido di Camaiore 55043. Insegnanti: Maria Lari, Patrizia Nottoli. Dirigente Scolastico: Filomena La Pietra.
Il mare della Versilia.
Il mare è una coperta azzurra Il mare è un abbraccio che ti avvolge Il mare è un tappeto che corre veloce Il mare si sfama di conchiglie e di pesciolini Il mare è un insieme di onde e di colori Il mare si ubriaca del sole di sera e del mattino è leggero Il mare ti copre di bianco e ti annega di blu.
Racariu Stefano V Scuola Primaria Paduletto n.º 102 Lido di Camaiore 55043. Insegnanti: Maria Lari, Patrizia Nottoli. Dirigente Scolastico: Filomena La Pietra.
Il mare della Versilia.
Il mare della Versilia è come una grandissima pozzanghera di colori. Il mare della Versilia è calmo come un lago d’estate dove i raggi del Sole si riflettono. Il mare della Versilia è triste come un bambino che non ha amici. Il mare della Versilia è uno specchio per lampi e fulmini. Il mare della Versilia è il mare più bello che c’è.
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