Il Tirreno

Livorno

Endocrinologia, i militari indagano sulla sospensione della terapia imposta dall’Asl

Inchiesta sullo stop al laser

Lara Loreti
I locali dell’ ambulatorio di Endocrinologia e a destra il dottor Daniele Barbaro con la macchina del laser
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I locali dell’ ambulatorio di Endocrinologia e a destra il dottor Daniele Barbaro con la macchina del laser

I carabinieri si fanno consegnare 300 cartelle cliniche

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 LIVORNO. Trecento cartelle cliniche acquisite dai carabinieri in ospedale. Blitz dei militari del nucleo investigativo, ieri mattina nel reparto di Endocrinologia. Nel mirino degli investigatori c'è la sospensione della terapia laser voluta dall'Asl. Secondo l'ipotesi d'accusa, aver interrotto la terapia potrebbe aver comportato dei danni per la salute dei pazienti in cura dal dottor Daniele Barbaro.  L'ipotesi di reato per il momento è quella di interruzione di pubblico servizio. Il dottor Barbaro, che dirige l'unità operativa di Endocrinologia, per sei anni ha praticato il laser ai suoi pazienti come forma di terapia contro i tumori della tiroide alternativa alle operazioni chirugiche per quelle persone che non possono subire interventi. Come dicono medici ed esperti e come ha spiegato nel passato lo stesso Barbaro, il laser spesso richiede più sedute. Inoltre nel reparto c'erano una serie di pazienti in lista di attesa per essere sottoposti al trattamento. Fatto sta che da aprile 2010 la terapia laser è stata sospesa dall'Asl.  Squadre di carabinieri in borghese si sono presentate in ospedale in due tranches, ieri e qualche giorno fa. I militari hanno chiesto all'azienda sanitaria di poter acquisire le cartelle cliniche dei pazienti che con Barbaro hanno seguito la terapia laser dal 2004 al 2010. Tra loro ce ne sono alcuni che avrebbero dovuto fare nuove sedute per chiudere il ciclo e altri che invece aspettavano da mesi di poter essere sottoposti alla pratica. Il laser infatti è molto richiesto per la sua natura poco invasiva. Inoltre sono pochi i centri in Italia che eseguono questa terapia e Livorno era considerato uno dei più all'avanguardia nel settore.  Ora il compito degli investigatori dei carabinieri è quello di analizzare le cartelle cliniche caso per caso. L'indagine, che per ora è di tipo documentale, ha lo scopo di capire che tipo di miglioramenti i pazienti abbiano avuto dalla pratica del laser e se qualcuno di loro abbia subito danni per la sospensione. A questo scopo, la Procura nominerà un consulente esperto della materia per valutare ogni singola cartella clinica. Un lavoro lungo e laborioso che richiederà del tempo. Verranno anche ascoltate le testimonianze di pazienti e del personale dell'ospedale.  Ma perché l'Asl ha sospeso la pratica del laser? Il motivo della decisione sta nel fatto che il laser, secondo quanto riferito dallo stesso direttore sanitaria Luca Lavazza, non era un'attività censita, ma veniva svolta autonomamente, senza l'autorizzazione necessaria. L'Asl ha spiegato che c'è una normativa specifica per la sicurezza che prevede delle regole rigide sull'uso della macchina laser, all'interno di locali particolari e con una procedura ben definita. La questione è stata sottoposta a un comitato che si occupa delle sperimentazioni e più volte l'azienda sanitaria ha rassicurato i pazienti dicendo che presto si sarebbe saputo l'esito dell'analisi. Ma per ora non si è mosso nulla.  Dopo la decisione dell'Asl, l'Atta, Associazione per la lotta al tumore tiroideo ed affini, ha presentato un esposto ai carabinieri e la Procura ha aperto un'indagine. Sul caso stanno indagando i militari del Nucleo investigativo, guidati dal capitano Luigi Perri e coordinati dalla pm Paola Rizzo.  

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