Il Tirreno

Livorno

Scagionato per la morte di un'anziana

Il giudice Zucconi
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Il giudice Zucconi

La donna spirò dopo un incidente al semaforo di via Lunardi

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 LIVORNO. Assolto con formula piena dall'accusa di omicidio colposo per la morte di un'anziana avvenuta dopo un incidente ad un semaforo. L'imputato, Cristiano Cei, era stato chiamato in causa per il decesso di Corrada Caldelli, una signora di 71 anni, avvenuta 20 giorni dopo l'incidente che si verificò il 15 luglio all'incrocio tra via Lunardi e via delle Sorgenti.  In quell'occasione l'auto condotta da Cei tamponò a bassa velocità, subito dopo che era scattato il verde, la vettura che lo precedeva, una Citroen C1, e, almeno in un primo momento, sembrò che quest'ultima vettura fosse finita in avanti in seguito all'urto finendo col olpire la signora Caldelli che stava attraversando. Non sembrava un problema grave, ma la signora riportò una frattura ad una caviglia e venne operata, ma dopo 20 giorni morì, e per questo fatto venne imputato appunto Cristiano Cei.  Ieri l'udienza finale del processo davanti al giudice Giovanni Zucconi, con la pubblica accusa rappresentata dal pm Paola Rizzo e la difesa dall'avvocato Gianfilippo Ctarsi.  Lo stesso pubblico ministero, dopo aver ripercorso le fasi del processo che ha visto sfilare ben tre periti, ha ricordato che le conclusioni dei tre sono decisamenti discordanti. In particolare la dottoressa Rizzo, pur spiegando che la perizia del medico legale abbia indicato nell'urto tra la Citroen e la donna che attraversava, ha ritenuto che non si sia ben capito se questo urto sia stato causato dal tamponamento o da un movimento autonomo della prima vettura, tanto che alla fine ha esternato i propri dubbi ed chiesto l'assoluzione dell'imputato.  L'avvocato Catarsi ha sostenuto con forza che nel dibattimento non era emersa alcuna prova della responsabilita penale dell'imputato, che pure ha risarcito, attraverso la propria assicurazione, i familiari della donna deceduta, sostenendo anche che non è affatto provato, e oltretutto non è nemmeno verosimile, che la signora Caldelli sia stata effettivamente urtata dall'auto.  Alla fine il giudice ha assolto Cei perché il fatto non costituisce reato.

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di Redazione web