Il Tirreno

Livorno

Molotov contro la casa di un ex calciatore

La palazzina e la parete annerita dopo lo scoppio
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La palazzina e la parete annerita dopo lo scoppio

E' stata lanciata nel giardino di Flavio Parola: giocava nel Livorno, oggi lavora per Sasch

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 LIVORNO. Una bottiglia molotov è stata lanciata nella notte tra sabato e domenica nel giardino di casa di Flavio Parola, 61 anni, ex calciatore del Livorno (era l'ala destra degli amaranto negli anni Settanta, a cavallo tra la B e la C). Parola - molto conosciuto negli ambienti sportivi della città - lavora come libero professionista per l'azienda pratese di abbigliamento Sasch.  Un marchio che da tempo è in crisi e al centro di una profonda ristrutturazione, con un debito che supera i 170milioni di euro e le società del gruppo (di proprietà del sindaco di Prato, Roberto Cenni) in guerra con i fornitori.  L'ex calciatore del Livorno - che si occupa del settore vendite e che è stato presidente del consiglio di amministrazione della Carmass Sasch, aperta fino allo scorso anno in via Ricasoli - vive con la moglie in una palazzina di via Bartolena, a Ardenza.  E' stata proprio la moglie, ieri mattina, ad accorgersi della bottiglia di birra incendiaria lanciata nella notte nel giardino di casa: una Becks riempita di liquido infiammabile, che è esplosa contro una delle pareti esterne dell'abitazione. Pochissimi i danni: la fiammata, in pratica, ha solo annerito la facciata. Sul prato i resti della bottiglia.  I coniugi Parola al momento del lancio (avvenuto sicuramente dopo mezzanotte) stavano dormendo e non hanno evvertito alcuno scoppio. Neppure i vicini, stando ai primi accertamenti, sembrano essersi accorti di niente.  Certo è che in mattinata, dopo essersi rivolti alle forze dell'ordine, Parola e la moglie hanno deciso di sporgere denuncia contro ignoti. Sul caso sta indagando la squadra mobile della questura di Livorno, che sta verificando anche l'eventuale presenza nell'area di telecamere che potrebbero avere registrato gli autori del gesto: forse un'auto o uno scooter sospetti in corsa nelle vicinanze di via del Mare.  Come riferito da fonti della questura, non è esclusa alcuna ipotesi. Anche se la pista lavorativa - inevitabile considerando il caos che si è scatenato nel mondo Sasch - sembra remota. «E' stata solo una ragazzata - ripete Flavio Parola dal cancelletto che porta nel giardino privato -. Non è la prima volta che nella zona si verificano episodi di vandalismo».  «Se qualcuno avesse voluto colpirci direttamente - chiude insieme alla moglie - avrebbe preso di mira le nostre auto, che erano parcheggiate proprio davanti casa. Non è successo. Qualche vandalo aveva semplicemente voglia di lanciare la bottiglia: è finita nel nostro giardino, ma avrebbe potuto colpire qualsiasi altra palazzina».

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di Redazione web