Il Tirreno

Livorno

In arrivo nave con trecento profughi

Palme e giardino: questa è Villa Morazzana. Sopra il cancello di ingresso e a destra il vialetto che conduce all’ostello
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Palme e giardino: questa è Villa Morazzana. Sopra il cancello di ingresso e a destra il vialetto che conduce all’ostello

Ma c'è anche l'ipotesi treno. A Villa Morazzana attrezzato un presidio medico

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 LIVORNO. Camere da tre letti, da due letti e pure da un letto. Un ambulatorio medico, interpreti, assistenti sociali e pattuglie delle forze dell'ordine per la sorveglianza: ecco cosa attende i trenta profughi che, forse stasera, o forse domattina, arriveranno a Livorno. Il numero - trenta - e la sistemazione - Villa Morazzana - sono le uniche certezze. Su tutto il resto ancora ieri sera le voci si rincorrevano. Anche se l'ipotesi più probabile è quella dell'arrivo di una nave con 300 profughi, domani mattina.  Ipotesi treno. Ieri sera da Lampedusa è partita una nave, destinazione Napoli. Qui stamani arriveranno un migliaio di profughi, attesi per le 11.30 alla tendopoli di Santa Maria Capua Vetere nel Casertano da dove saranno smistati nelle regioni del centro-nord. Secondo il capo della protezione civile del Comune, Leonardo Gonnelli, «gli stranieri potrebbero arrivare da noi con il treno ma non escludiamo ipotesi diverse».  Ipotesi nave. I problemi logistici e di sicurezza sarebbero certamente maggiori se gli immigrati arrivassero via nave: un'ipotesi accreditata ieri sera dai lanci delle agenzie, secondo i quali la nave diretta a Livorno partirà stamani da Lampedusa. In tal caso, a Livorno potrebbero sbarcare, non prima di domani, almeno trecento persone, quelle destinate alla Toscana, o addirittura di più se vi fossero persone destinate anche alle regioni del nord. A ieri sera, l'Avvisatore Marittimo del porto di Livorno non aveva avuto ancora disposizioni sull'eventuale arrivo di navi da Lampedusa. Probabile che, in caso di arrivo via mare, venga scelta una banchina della Darsena Toscana, sia per la lontananza dalla città che per la vicinanza alle vie di comunicazione (è all'imbocco della Fi-Pi-Li).  In pullman. «In un caso o nell'altro, treno o nave, abbiamo predisposto un pullmann, che aspetterà i profughi alla stazione o al porto e li porterà a Villa Morazzana - spiega ancora Gonnelli - Qui ci siamo organizzati per attrezzare, in tempi brevissimi, un presidio medico».  Visite mediche. Appena arriveranno a Villa Morazzana, i profughi saranno sottoposti ad accertamenti medici, i primi in Italia, e poi sistemati nelle camere dell'albergo. Ieri mattina la struttura è stata svuotata dagli ultimi ospiti e requisita per l'emergenza profughi.  In ostello. Villa Morazzana ha una capacità ricettiva di 90 posti. La guardanìa dell'ostello sarà rinforzata e le forze dell'ordine pattuglieranno a turno l'ingresso, ma la struttura è tutto fuorchè un posto da cui non si può uscire. La sistemazione, rispetto all'esperienza di Lampedusa, dovrebbe essere buona. «Ci sono anche delle camerette da un posto letto che potrebbero essere utili se dovessero arrivare anche minori» dice Gonnelli. Nella struttura opereranno un interprete, un mediatore culturale e, probabilmente, assistenti sociali.  Tempi lunghi. «Ci stiamo attrezzando per gestire un'emergenza di alcuni mesi» dice ancora il dirigente della protezione civile. Villa Morazzana sarà a disposizione dei profughi fino a settembre.

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