Gioco
Attracca la nave a Livorno, sbarcano 300 immigrati
Alle 22,40 è attraccata al porto di Livorno la nave "Superba" con a bordo circa 300 immigrati da Lampedusa. Sono stati caricati sui pullman nella stiva della nave, dove erano suddivisi in gruppi, pronti a partire per le destinazioni previste
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Alle ore 22,40 è attraccata al porto di Livorno, molo Sgarallino, la nave "Superba" con a bordo circa 300 immigrati da Lampedusa. Le persone sono state caricate sui pullman direttamente nella stiva della nave, dove erano già stati suddivisi in gruppi, pronti a partire per le destinazioni previste. I primi a salire a bordo della nave sono stati i sanitari per verificare se qualcuno avesse bisogno del loro aiuto. Sulla banchina un imponente dispiegamento di forze dell'ordine e di volontari delle associazioni di assistenza.
Il primo pullman è uscito tra gli applausi: i migranti in attesa di essere trasferiti hanno salutato così i primi tra loro che potranno raggiungere le strutture di accoglienza. Poi uno dietro l'altro gli altri mezzi diretti nell'area livornese, a Siena a Firenze e nelle altre province. Sui veicoli, dai finestrini chiusi, tante le dita a "V" a indicare la felicità di essere sbarcati dopo un giorno di viaggio da Lampedusa.
Mercoledì dovrebbero arrivare gli altri 200 migranti dei 500 che la Toscana ha accettato di accogliere nei suoi centri. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. «Già da stasera e domani si lavorerà per organizzare la loro accoglienza» ha aggiunto Rossi che insieme con il prefetto di Firenze Paolo Padoin ha ringraziato le forze dell'ordine, i sindaci, le associazioni di volontariato, i vescovi e tutti gli enti locali che hanno collaborato per organizzare l'accoglienza. «Si fa così - ha detto Rossi -: siamo riusciti a dare una risposta civile ad un problema serio senza creare campi di concentramento con centinaia di persone, responsabilizzando i territori e garantendo in questo modo in misura maggiore la sicurezza di cittadini e i diritti umani dei ragazzi che saranno qui ospitati».
DOVE SONO OSPITATI - LA MAPPA
Quattordici strutture di accoglienza in 7 province della Toscana: è questa la rete di accoglienza che è stata allestita per ospitare, stasera, i primi 304 immigrati che giungeranno da Lampedusa. Le province interessate sono Pisa, Livorno, Grosseto, Arezzo, Firenze, Siena e Pistoia. Ecco l'elenco delle sedi di ospitalità, secondo quanto si è appreso:
Arezzo: colonia di Palazzolo, nel comune di Monte San Savino, struttura gestita dalla Curia e dalla Croce Rossa (50).
Firenze: 25 troveranno ospitalità nei locali della canonica di Santa Maria a Morello, nel comune di Sesto Fiorentino, messa a disposizione dalla parrocchia; a Firenze 10 andranno a Villa Pieragnoli, struttura del Comune dove opera la Caritas diocesana, 10 all'Albergo Popolare e 10 alla Madonnina del Grappa.
Livorno: 15 sono destinati alla foresteria Laverie, nel parco archeominerario di San Silvestro nel comune di Campiglia Marittima, mentre Villa Morazzana, un ostello del comune di Livorno gestito da un privato ne accoglierà 30.
Grosseto: una cinquantina saranno ospitati in un ostello di Gerfalco, nel comune di Montieri e un centinaio nell' ostello della fondazione Sant'Anna a Massa Marittima.
Siena: una trentina di persone andranno in località Pineta, nel Comune di Monticiano, in una struttura di proprietà della Regione Toscana.
Pisa: Comune di Montopoli, località Le Capanne, nella struttura Oasi Mariana (20 posti).
Pistoia: 40 posti a San Marcello Pistoiese nella casa vacanze M.Longo Dorni.
Tra le altre strutture disponibili per l'accoglienza dei migranti anche quella di Empoli, e cioè
la ex mensa del Centro Emmaus che ospiterà 15 persone, e l'ex ospedale ortopedico di Calambrone (Pisa) dove, una volta ultimati i lavori, potrà ospitare dalle 50 alle cento persone e che è stata in questi giorni al centro di polemiche e proteste da parte di gruppi di cittadini. Quest'ultima struttura potrebbe essere utilizzata nel programma di accoglienza della seconda
tranche di migranti in arrivo mercoledì.
CALAMBRONE, PROSEGUE LA PROTESTA
Alcune decine di manifestanti contrari all'allestimento di un centro di accoglienza hanno fatto irruzione nel primo pomeriggio all'interno dell'ex ospedale ortopedico di Calambrone, destinato ad accogliere un centinaio di migranti provenienti da Lampedusa. Tra loro vi sono alcuni cittadini residenti e imprenditori ed esercenti del litorale pisano.
Hanno "passeggiato" per tutto il giorno lungo le strisce pedonali davanti all'ex ospedale del Calambrone imprenditori e residenti del litorale pisano rallentando e in certi casi paralizzando il traffico sulla strada litoranea per protestare contro il centro di accoglienza che deve ospitare un centinaio di migranti provenienti da Lampedusa.
Il 'presidio' mobile andrà avanti anche in serata, ma la struttura dopo una breve occupazione pomeridiana è stata liberata quando i lavori nel cantiere si sono fermati in seguito alle proteste e gli operai sono tornati a casa. I manifestanti però non se ne vanno e hanno promosso una 'grigliata' in strada per proseguire la loro protesta fino a tarda ora.
Il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, intorno alle 14 aveva provato a convincere i manifestanti che si trattava di un'accoglienza temporanea: "Abbiamo avuto assicurazioni - ha spiegato - che il centro rimarrà attivo non più di due mesi e mezzo e dunque se restiamo uniti riusciremo a gestire bene questa situazione". Ma i manifestanti non hanno sentito ragioni, accusando il Comune di non avere avuto per Calambrone "lo stesso riguardo di Coltano, soprattutto a poche settimane dall'avvio della stagione turistica".
Il primo pullman è uscito tra gli applausi: i migranti in attesa di essere trasferiti hanno salutato così i primi tra loro che potranno raggiungere le strutture di accoglienza. Poi uno dietro l'altro gli altri mezzi diretti nell'area livornese, a Siena a Firenze e nelle altre province. Sui veicoli, dai finestrini chiusi, tante le dita a "V" a indicare la felicità di essere sbarcati dopo un giorno di viaggio da Lampedusa.
Mercoledì dovrebbero arrivare gli altri 200 migranti dei 500 che la Toscana ha accettato di accogliere nei suoi centri. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. «Già da stasera e domani si lavorerà per organizzare la loro accoglienza» ha aggiunto Rossi che insieme con il prefetto di Firenze Paolo Padoin ha ringraziato le forze dell'ordine, i sindaci, le associazioni di volontariato, i vescovi e tutti gli enti locali che hanno collaborato per organizzare l'accoglienza. «Si fa così - ha detto Rossi -: siamo riusciti a dare una risposta civile ad un problema serio senza creare campi di concentramento con centinaia di persone, responsabilizzando i territori e garantendo in questo modo in misura maggiore la sicurezza di cittadini e i diritti umani dei ragazzi che saranno qui ospitati».
DOVE SONO OSPITATI - LA MAPPA
Quattordici strutture di accoglienza in 7 province della Toscana: è questa la rete di accoglienza che è stata allestita per ospitare, stasera, i primi 304 immigrati che giungeranno da Lampedusa. Le province interessate sono Pisa, Livorno, Grosseto, Arezzo, Firenze, Siena e Pistoia. Ecco l'elenco delle sedi di ospitalità, secondo quanto si è appreso:
Arezzo: colonia di Palazzolo, nel comune di Monte San Savino, struttura gestita dalla Curia e dalla Croce Rossa (50).
Firenze: 25 troveranno ospitalità nei locali della canonica di Santa Maria a Morello, nel comune di Sesto Fiorentino, messa a disposizione dalla parrocchia; a Firenze 10 andranno a Villa Pieragnoli, struttura del Comune dove opera la Caritas diocesana, 10 all'Albergo Popolare e 10 alla Madonnina del Grappa.
Livorno: 15 sono destinati alla foresteria Laverie, nel parco archeominerario di San Silvestro nel comune di Campiglia Marittima, mentre Villa Morazzana, un ostello del comune di Livorno gestito da un privato ne accoglierà 30.
Grosseto: una cinquantina saranno ospitati in un ostello di Gerfalco, nel comune di Montieri e un centinaio nell' ostello della fondazione Sant'Anna a Massa Marittima.
Siena: una trentina di persone andranno in località Pineta, nel Comune di Monticiano, in una struttura di proprietà della Regione Toscana.
Pisa: Comune di Montopoli, località Le Capanne, nella struttura Oasi Mariana (20 posti).
Pistoia: 40 posti a San Marcello Pistoiese nella casa vacanze M.Longo Dorni.
Tra le altre strutture disponibili per l'accoglienza dei migranti anche quella di Empoli, e cioè
la ex mensa del Centro Emmaus che ospiterà 15 persone, e l'ex ospedale ortopedico di Calambrone (Pisa) dove, una volta ultimati i lavori, potrà ospitare dalle 50 alle cento persone e che è stata in questi giorni al centro di polemiche e proteste da parte di gruppi di cittadini. Quest'ultima struttura potrebbe essere utilizzata nel programma di accoglienza della seconda
tranche di migranti in arrivo mercoledì.
CALAMBRONE, PROSEGUE LA PROTESTA
Alcune decine di manifestanti contrari all'allestimento di un centro di accoglienza hanno fatto irruzione nel primo pomeriggio all'interno dell'ex ospedale ortopedico di Calambrone, destinato ad accogliere un centinaio di migranti provenienti da Lampedusa. Tra loro vi sono alcuni cittadini residenti e imprenditori ed esercenti del litorale pisano.
Hanno "passeggiato" per tutto il giorno lungo le strisce pedonali davanti all'ex ospedale del Calambrone imprenditori e residenti del litorale pisano rallentando e in certi casi paralizzando il traffico sulla strada litoranea per protestare contro il centro di accoglienza che deve ospitare un centinaio di migranti provenienti da Lampedusa.
Il 'presidio' mobile andrà avanti anche in serata, ma la struttura dopo una breve occupazione pomeridiana è stata liberata quando i lavori nel cantiere si sono fermati in seguito alle proteste e gli operai sono tornati a casa. I manifestanti però non se ne vanno e hanno promosso una 'grigliata' in strada per proseguire la loro protesta fino a tarda ora.
Il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, intorno alle 14 aveva provato a convincere i manifestanti che si trattava di un'accoglienza temporanea: "Abbiamo avuto assicurazioni - ha spiegato - che il centro rimarrà attivo non più di due mesi e mezzo e dunque se restiamo uniti riusciremo a gestire bene questa situazione". Ma i manifestanti non hanno sentito ragioni, accusando il Comune di non avere avuto per Calambrone "lo stesso riguardo di Coltano, soprattutto a poche settimane dall'avvio della stagione turistica".
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