Sicurezza
Adone il super-cane che fa vedere marito e moglie
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Il cane-guida Adone in piazza Grande accompagna Gabriella Balluardo, non vedente dalla nascita 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Quando si incontrano per strada, soltanto la particolare bardatura con maniglia rigida decorata con una grossa croce rossa, tipica dei cani guida per non vedenti, ci fa pensare che quel cane non è come gli altri. Basta osservarlo meglio però per capire che quel cane sta lavorando. Quel cane si sta amorevolmente occupando di una persona che senza di lui non potrebbe attraversare la strada, salire un gradino o prendere il bus, e capisci che quel cane guida è molto più di un ausilio motorio. Mentre sta cercando di scegliere i percorsi migliori per il suo padrone, evitando ogni ostacolo, aggirando le buche, evitando sedie e tavoli disposti fuori da bar, si ferma prima di ogni gradino, e sta attento a non distrarsi se incontra altri cani o altri animali come gatti e uccelli, attraversando la strada solo quando è libera dal traffico, e trovando nel raggio di 200 metri le strisce pedonali per un attraversamento più sicuro per il suo padrone che lo tiene al guinzaglio e gli sta affidando la sua vita. L'Italia ha una percentuale di cani guida per non vedenti molto bassa, anche se la domanda supera l'offerta e spesso i tempi di assegnazione per un cane sono molto lunghi. Anche perché nel nostro Paese esistono solo due scuole pubbliche di addestramento per cani guida per ciechi. Una di queste è la Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi, si trova a Scandicci (Firenze): è quella dove è nato e cresciuto Adone, un bellissimo labrador retrivier di 4 anni. La sua padrona Gabriella Balluardo ha 44 anni ed è non vedente dalla nascita. Adone è il suo terzo cane guida, è arrivato nella sua vita e quella del marito, anch'egli non vedente, due anni fa ed è il primo cane addestrato a vivere e rispondere ai comandi di due non vedenti. «Prima di conoscersi, io e mio marito Fausto avevamo due cani guida», spiega Gabriella: «E' alla scuola per cani guida che ci siamo incontrati. Poi quando i nostri due cani sono morti, abbiamo pensato di fare domanda per un cane solo, e la scuola ha accettato la sfida. Così è arrivato Adone che è un cane guida speciale perché è il primo cane guida addestrato per due non vedenti». Il corso di addestramento è stato fatto - aggiunge - «un po' con mio marito e un po' con me: poi lo abbiamo portato a casa e ora lui guida sia me che lui, tranquillamente». Una particolarità perché in genere il cane guida viene scelto per una persona, sulla base del peso, della statura alle esigenze all'età, alla mobilità, e che prevede un addestramento lungo. «Fin dai primi mesi di vita - afferma Gabriella - i cuccioli vengono sottoposti a test di idoneità. Più tardi verranno allevati in famiglie di vedenti perché crescano affrontando prove come ad esempio socializzare con altri cani, e stare a stretto contatto con bambini, ricevendo anche un'educazione di base. Poi all'età di un anno la famiglia se ne separa e il cucciolo torna nella scuola dove l'addestramento si avvia verso la sua fase finale dove il cane imparerà a stare per strada, a segnalare i marciapiedi, a salire sull'autobus, e infine solo negli ultimi 15 giorni gli viene affiancato un non vedente». Il rapporto di fiducia nasce lentamente e si costruisce con il tempo, ma è un rapporto totale: «Molto di più di un'amicizia, è un rapporto di dipendenza, di affetto infinito, è una cosa incredibile. Un'esperienza unica. Ti senti sicuro perché sai benissimo che il tuo cane è in grado di affrontare qualsiasi difficoltà, e in ogni caso non ti lascerà da solo. Ti cambia la vita perché ti rende indipendente, dandoti anche la consapevolezza di avere sicuramente un amico in più». E che amico...
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