Il Tirreno

Livorno

Il Santo Spirito non deve pagare l'Ici

Studenti nell’atrio dell’istituto Santo Spirito e a destra il consigliere dell’Udc Salvatore Capuozzo
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Studenti nell’atrio dell’istituto Santo Spirito e a destra il consigliere dell’Udc Salvatore Capuozzo

Accolto il ricorso della scuola: illegittima la richiesta del Comune

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 LIVORNO. L'accertamento compiuto dal Comune nei confronti dell'istituto Santo Spirito è stato ritenuto illegittimo dalla commissione tributaria. Quindi la scuola cattolica, che ha sede in corso Mazzini, non dovrà pagare i 233.000 euro di Ici arretrata (l'accertamento riguardava il periodo dal 2004 al 2008) che erano stati invece richiesti dall'ufficio tributi.  «Mi dispiace - aveva detto all'epoca l'assessore Valter Nebbiai - ma anche le scuole cattoliche a cui è stato inviato l'accertamento Ici dovranno mettersi in regola, al pari di tutte le altre scuole private e così come prevede la legge. Comunque, se lo faranno entro sessanta giorni, potranno, sempre secondo quanto prevede la legge, ottenere notevoli sconti».  Per l'amministrazione comunale, dunque, l'ente religioso gestore di una scuola non doveva godere di un trattamento diverso da quello di un qualsivoglia altro soggetto privato, in quanto tale attività non era considerabile come attività religiosa. Ma l'istituto Santo Spirito aveva dato una diversa interpretazione della normativa in vigore sull'imposizione dell'Ici: la scuole - secondo questo ragionamento - ospitano attività educative e in quanto tali dovevano essere escluse dall'imposta. Per questo motivo era stato deciso di non pagare gli arretrati Ici e di fare ricorso alla Commissione Tributaria che ha accolto in pieno la tesi dell'istituto cattolico.  La congregazione gestisce infatti direttamente la scuola, che inoltre si avvale del titolo di "paritaria". Dunque questa fattispecie - almeno secondo il giudizio la commissione tributaria - rientra nella normativa prevista dalla legge 62/2000 (capo del governo Massimo D'Alema, Luigi Berlinguer ministro dell'istruzione), che esclude appunto questo tipo di istituti dall'applicazione dell'Ici: di conseguenza è stato accolto il reclamo del Santo Spirito e respinto l'accertamento del Comune, perché illegittimo. Alessandro Guarducci

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di Redazione web