Gioco
Accordo per il cambio di gestione, poi lesultanza dei lavoratori che festeggiano con spumante e pasticcini
Porta a Terra, riapre il ristorante
Federica Boldrini
◗
I lavoratori festeggiano con un brindisi dopo lannuncio che il ristorante riaprirà La coop 8 Marzo rileva il locale delle Fonti del Corallo: salvi 21 posti
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Alla fine hanno vinto loro. Non hanno mai ceduto negli ultimi tre mesi le lavoratrici del ristorante Sarni che si trova all'interno del centro commerciale Le Fonti del Corallo. Non hanno mai ceduto, neppure dopo il repentino licenziamento arrivato a pochi giorni dalla fine del 2010, neppure dopo che era stata negata loro la cassa integrazione. E non si sono piegate alle proposte della Maglione srl che ha sempre avanzato soluzioni penalizzanti per le lavoratrici. Loro sono rimaste unite e hanno portato avanti la loro battaglia supportate e guidate dalle forze sindacali. Finalmente ieri mattina la firma fra Immobiliare Grandi Distribuzioni e cooperativa 8 Marzo che sancisce la fine di un incubo. La cooperativa livornese infatti subentrerà all'interno del centro commerciale e prenderà in carico la gestione del ristorante. Da sottolineare che è stato garantito il mantenimento di tutto il personale (16 persone con contratto a tempo indeterminato e 5 con contratto a termine) e confermate tutte le garanzie dei livelli occupazionali con tanto di clausola di salvaguardia per i contratti a termine, come da accordi preventivi con i sindacati. Ed è proprio Monica Cavallini (Cgil), che insieme ad Antonio Maglione (Cisl) ha seguito la vicenda dall'inizio, ad esternare la propria soddisfazione: "Quello di ieri è un risultato che non ci aspettavamo neanche noi - ammette soddisfatta - ma devo dire che è il frutto di un grande lavoro di squadra. Se il gruppo delle lavoratrici si fosse sfaldato non so se saremmo riusciti ad arrivare a questo lieto fine". Alla fine della mattinata di ieri un lungo sospiro di sollievo, anche se le lavoratrici hanno dovuto penare. Visto l'ormai assodato lieto fine della vicenda infatti non è mancato il famoso "pesce d'aprile": "Eravamo talmente soddisfatti della firma - racconta Cavallini - che abbiamo fatto uno scherzo alle ragazze. Abbiamo detto loro che la cooperativa non si era presentata e che l'incontro si era concluso con una nulla di fatto". Poi dalla borsa sono spuntati spumante e pasticcini: "Le ragazze hanno capito subito e sono scoppiate a piangere dalla gioia".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
