Lutto
«Pronti ad accogliere 30 profughi»
Alessandro Guarducci
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A destra l’ex ospedale militare: l’ipotesi di mandarvi cento profughi è stata bocciata A fianco la protesta davanti al centro di ColtanoCosimi propone l'ostello della gioventù. Ma oggi si decide per Coltano
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LIVORNO. Tutto sospeso, almeno fino a domattina, ma ci si continua a muovere come se la tendopoli di Coltano dovesse essere comunque costruita, in attesa che dal vertice Firenze-Roma giunga l'eventuale contrordine. In allerta un contingente, tra forze dell'ordine, vigili del fuoco, Croce Rossa, che sfiora le 200 unità. Sotto il coordinamento della Prefettura di Pisa tutti i settori coinvolti nell'operazione.
«Al momento è tutto congelato e solo domani (stamani, ndr) sapremo la verità su Coltano, se cioé arriveranno i 500 tunisini». È con queste parole che Alessandro Cosimi riassume una giornata intensa, caratterizzata dalla protesta civile dei cittadini e dei sindaci dell'area pisana andata in scena ieri mattina proprio al ex centro radar di Coltano e dalla successiva riunione che si è svolta nella prefettura di Pisa. gnora incinta. Il questore Micillo si è intrattenuto con Filippeschi invitandolo ad un incontro in prefettura con una delegazione di sindaci compreso Pieroni. E così è stato. Oltre al sindaco di Pisa Marco Filippeschi, hanno salito i gradini della prefettura, i sindaci Simone Millozzi di Pontedera, Paolo Panattoni di San Giuliano, Ivan Mencacci di Lari, Carlo Carli di Fauglia, Lorenzo Bacci di Collesalvetti e assessori di San Miniato e Santa Croce. Con loro anche Alessandro Cosimi, non solo perchè sindaco di Livorno, ma anche in qualità di presidente regionale dell'Anci, l'associazione dei comuni. La riunione è finita con esito interlocutorio. Che è rimasta così fino a ieri sera. Compresa la proroga di 24 ore. Il ministro Maroni ha infatti detto di aspettare fino alle 9 di stamani (oggi per chi legge) nove-dieci piccole soluzioni in Toscana alternative al posto della sola Coltano che sono ora allo studio del governatore Rossi. In questo contesto, Livorno si è detta pronta a fare la sua parte. E la prima ipotesi ad essere avanzata dal sindaco Cosimi è stata quella di ospitare un massimo di cento profughi nell'ex ospedale militare di viale Carducci. «Ma abbiamo verificato che questa soluzione non è praticabile». In serata ha preso forza l'ipotesi di accogliere una trentina di profughi nell'ostello della gioventù. «Ma si tratta davvero di una ipotesi e basta - sottolinea Cosimi - Livorno non si tita indietro in questa situazione di emergenza, però al momento non c'è nessuno che sia in grado di dare un quadro certo di cosa sta accadendo e di cosa succederà. Noi siamo d'accordo ad accogliere piccoli gruppi, ma per il momento non abbiamo ricevuto alcuna indicazione precisa ed è questo che ci preoccupa maggiormente». Cosimi, anche nella sua qualità di presidente dell'Anci Toscana, si è tenuto in stretto contatto con il governatore Rossi fino a tarda sera. Domattina è atteso il colloquio decisivo (dopo l'incontro fra Stato e Regione), anche perché nel caso in cui dovessero o arrivare dei profughi a Livorno l'amministrazione dovrà attrezzarsi ad accoglierli in tempi molto ristretti.
«Al momento è tutto congelato e solo domani (stamani, ndr) sapremo la verità su Coltano, se cioé arriveranno i 500 tunisini». È con queste parole che Alessandro Cosimi riassume una giornata intensa, caratterizzata dalla protesta civile dei cittadini e dei sindaci dell'area pisana andata in scena ieri mattina proprio al ex centro radar di Coltano e dalla successiva riunione che si è svolta nella prefettura di Pisa. gnora incinta. Il questore Micillo si è intrattenuto con Filippeschi invitandolo ad un incontro in prefettura con una delegazione di sindaci compreso Pieroni. E così è stato. Oltre al sindaco di Pisa Marco Filippeschi, hanno salito i gradini della prefettura, i sindaci Simone Millozzi di Pontedera, Paolo Panattoni di San Giuliano, Ivan Mencacci di Lari, Carlo Carli di Fauglia, Lorenzo Bacci di Collesalvetti e assessori di San Miniato e Santa Croce. Con loro anche Alessandro Cosimi, non solo perchè sindaco di Livorno, ma anche in qualità di presidente regionale dell'Anci, l'associazione dei comuni. La riunione è finita con esito interlocutorio. Che è rimasta così fino a ieri sera. Compresa la proroga di 24 ore. Il ministro Maroni ha infatti detto di aspettare fino alle 9 di stamani (oggi per chi legge) nove-dieci piccole soluzioni in Toscana alternative al posto della sola Coltano che sono ora allo studio del governatore Rossi. In questo contesto, Livorno si è detta pronta a fare la sua parte. E la prima ipotesi ad essere avanzata dal sindaco Cosimi è stata quella di ospitare un massimo di cento profughi nell'ex ospedale militare di viale Carducci. «Ma abbiamo verificato che questa soluzione non è praticabile». In serata ha preso forza l'ipotesi di accogliere una trentina di profughi nell'ostello della gioventù. «Ma si tratta davvero di una ipotesi e basta - sottolinea Cosimi - Livorno non si tita indietro in questa situazione di emergenza, però al momento non c'è nessuno che sia in grado di dare un quadro certo di cosa sta accadendo e di cosa succederà. Noi siamo d'accordo ad accogliere piccoli gruppi, ma per il momento non abbiamo ricevuto alcuna indicazione precisa ed è questo che ci preoccupa maggiormente». Cosimi, anche nella sua qualità di presidente dell'Anci Toscana, si è tenuto in stretto contatto con il governatore Rossi fino a tarda sera. Domattina è atteso il colloquio decisivo (dopo l'incontro fra Stato e Regione), anche perché nel caso in cui dovessero o arrivare dei profughi a Livorno l'amministrazione dovrà attrezzarsi ad accoglierli in tempi molto ristretti.
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