Gioco
Noi città degli scherzi fra Nostradamus e chiese in vendita
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Nella vignetta di Claudio & Tommy il pesce d’aprile firmato Berlusconi3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Ha fatto il giro del mondo la beffa di Modì ad opera dei ragazzi con il black & decker, fa ogni mese il giro d'Italia il "Vernacoliere" con le sue locandine ironiche e dure come uno scherzo ben riuscito. Ma lo spiritaccio livornese non può esser rinchiuso soltanto qui. Diciamolo: le false teste di Modigliani ve le immaginereste declinate sotto qualche altra latitutine? No, è questa la patria degli scherzi. Quando raccontarli se non il primo aprile?
«Ho visto con i miei occhi questa scenetta, dice Lamberto Giannini, consigliere comunale di Sel, uomo di teatro e pedagogista: «Due operai anzianotti sono intenti al loro lavoro, si vede che fanno fatica. Uno dei due farfuglia qualcosa. L'altro non capisce e dice: "Eh?". Assist al volo e di rimando: "Puppa"». Aggiunge poi: «Non è la battuta in sé bensì la sua assoluta gratuità, come se l'unica energia disponibile fosse uno sberleffo. Ecco, questo mi ha fatto dire: non esiste nessun altro posto in cui può accadere. E' il rovesciamento delle situazioni: come nella "Grammatica della fantasia" di Rodari. Come quando Bobo Rondelli, alla vecchietta che in Venezia lo rimprovera perché la musica non la fa riposare, chiede di chiamare la polizia: "Mi faccia il piacere, almeno lo spettacolo finisce e io vado a casa"».
La balla di Nostradamus. Tra le panzane più eclatanti figura senza dubbio il maremoto su Livorno che sarebbe stato "previsto" da Nostradamus per il 5 maggio 1988. Mezza città ebbe una fifa blu per questa voce. Eppure era contro ogni logica: Nostradamus, è noto, non ha mai fatto previsioni precise, anzi le sue "Centurie" sono interpretabili solo a posteriori e men che meno nella sua opera per nessun motivo viene citata mai Livorno. Blitz sulla toponomastica. Piazza del Municipio che diventa piazza delle Poltrone, via Cairoli che è ribattezzata via dello Strozzinaggio Legale, via Pieroni (sede Inail che si trasforma in via delle Morti Bianche. Nel 2007 è un gruppo di giovani della sinistra antagonista a fare un singolare "pesce d'aprile" con un bersaglio politico: se nella notte vengono modificati i nomi di almeno una dozzina di strade è per mettere nel mirino con uno sberleffo i luoghi delle istituzioni.
La finta morte di Panariello. Una burla di pessimo gusto ha riguardato l'annuncio (falsissimo) della morte di Giorgio Panariello nell'agosto 2002: una leggenda metropolitana che costrinse addirittura il comico ad apparire in tv al Tg1 per smentire la voce che si era diffusa (proprio a partire Livorno).
Spinelli si dà al basket. Il presidentissimo amaranto ha minacciato un milione di volte di piantare tutto, salvo poi ripensarci. Ma francamente nessuno aveva mai pensato a uno Spinelli che molla il calcio per comprare una squadra di pallacanestro. Almeno fino a quando, con un bel "pesce d'aprile" rimbalzato a lungo nel web, il sito amaranta.it ha diffuso la notizia. Ovviamente uno scherzo...
Pronto, sono il sindaco... E' il giugno '97 e il Livorno batte la Maceratese nella sfida per la promozione in C1. Sul telefonino dell'allora assessore Vezio Benetti arriva una telefonata: «Sono il sindaco di Macerata, in campo ci avete umiliato...». E giù un pianto a dirotto: Benetti non sa come consolare lo sconfortatissimo interlocutore. Peccato che il primo cittadino maceratese non ne sapesse nulla, all'altro capo del filo c'era Ciccio Valenti con i suoi scherzi radiofonici.
Questa chiesa è in vendita. Ancora il rione Venezia, ancora Otello Chelli: «Un primo aprile di tantissimi anni fa mettono in giro la voce: la chiesa di Crocetta è stata venduta. I veneziani saranno mangiapreti ma guai a toccargli San Ferdinando. D'altronde, benché ci fosse il fascismo, Venezia era una repubblica autonoma rispetto al resto della città».
«Ho visto con i miei occhi questa scenetta, dice Lamberto Giannini, consigliere comunale di Sel, uomo di teatro e pedagogista: «Due operai anzianotti sono intenti al loro lavoro, si vede che fanno fatica. Uno dei due farfuglia qualcosa. L'altro non capisce e dice: "Eh?". Assist al volo e di rimando: "Puppa"». Aggiunge poi: «Non è la battuta in sé bensì la sua assoluta gratuità, come se l'unica energia disponibile fosse uno sberleffo. Ecco, questo mi ha fatto dire: non esiste nessun altro posto in cui può accadere. E' il rovesciamento delle situazioni: come nella "Grammatica della fantasia" di Rodari. Come quando Bobo Rondelli, alla vecchietta che in Venezia lo rimprovera perché la musica non la fa riposare, chiede di chiamare la polizia: "Mi faccia il piacere, almeno lo spettacolo finisce e io vado a casa"».
La balla di Nostradamus. Tra le panzane più eclatanti figura senza dubbio il maremoto su Livorno che sarebbe stato "previsto" da Nostradamus per il 5 maggio 1988. Mezza città ebbe una fifa blu per questa voce. Eppure era contro ogni logica: Nostradamus, è noto, non ha mai fatto previsioni precise, anzi le sue "Centurie" sono interpretabili solo a posteriori e men che meno nella sua opera per nessun motivo viene citata mai Livorno. Blitz sulla toponomastica. Piazza del Municipio che diventa piazza delle Poltrone, via Cairoli che è ribattezzata via dello Strozzinaggio Legale, via Pieroni (sede Inail che si trasforma in via delle Morti Bianche. Nel 2007 è un gruppo di giovani della sinistra antagonista a fare un singolare "pesce d'aprile" con un bersaglio politico: se nella notte vengono modificati i nomi di almeno una dozzina di strade è per mettere nel mirino con uno sberleffo i luoghi delle istituzioni.
La finta morte di Panariello. Una burla di pessimo gusto ha riguardato l'annuncio (falsissimo) della morte di Giorgio Panariello nell'agosto 2002: una leggenda metropolitana che costrinse addirittura il comico ad apparire in tv al Tg1 per smentire la voce che si era diffusa (proprio a partire Livorno).
Spinelli si dà al basket. Il presidentissimo amaranto ha minacciato un milione di volte di piantare tutto, salvo poi ripensarci. Ma francamente nessuno aveva mai pensato a uno Spinelli che molla il calcio per comprare una squadra di pallacanestro. Almeno fino a quando, con un bel "pesce d'aprile" rimbalzato a lungo nel web, il sito amaranta.it ha diffuso la notizia. Ovviamente uno scherzo...
Pronto, sono il sindaco... E' il giugno '97 e il Livorno batte la Maceratese nella sfida per la promozione in C1. Sul telefonino dell'allora assessore Vezio Benetti arriva una telefonata: «Sono il sindaco di Macerata, in campo ci avete umiliato...». E giù un pianto a dirotto: Benetti non sa come consolare lo sconfortatissimo interlocutore. Peccato che il primo cittadino maceratese non ne sapesse nulla, all'altro capo del filo c'era Ciccio Valenti con i suoi scherzi radiofonici.
Questa chiesa è in vendita. Ancora il rione Venezia, ancora Otello Chelli: «Un primo aprile di tantissimi anni fa mettono in giro la voce: la chiesa di Crocetta è stata venduta. I veneziani saranno mangiapreti ma guai a toccargli San Ferdinando. D'altronde, benché ci fosse il fascismo, Venezia era una repubblica autonoma rispetto al resto della città».
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