Lutto
Colpito un ufficiale gentiluomo
Lara Loreti
Ha un bimbo piccolo e aspetta il secondo figlio. Il dolore della moglie Paola
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LIVORNO. Moglie e marito sono al telefono. Si sentono spesso, più del solito da quando Paola è incinta del secondo bambino. Alessandro Albamonte, 40 anni, è il capo di stato maggiore della Folgore, braccio destro del comandante Carmine Masiello. Lavora nella caserma Ruspoli in viale Marconi. Ma è anche un padre affettuoso. Lui e Paola, entrambi pugliesi, vivono insieme in caserma, hanno un figlio di 5 anni e da tre mesi aspettano con ansia il secondogenito. Una gravidanza un po' complessa per la donna, perciò Alessandro è ancora più attento nei suoi confronti. La telefonata è in corso da qualche minuto quando lei sente un botto tremendo. Albamonte ha aperto una lettera. Una busta gialla imbottita senza mittente che si rivelerà carica di esplosivo. Gli scoppia tra le mani e in faccia. La donna è terrorizzata. Cos'è successo? Alessandro Albamonte vola per diversi metri: perde otto dita e un occhio. I medici dell'ospedale di Livorno hanno fatto il possibile per limitare i danni. E ora il militare è in terapia intensiva a Firenze, dove i medici dell'ospedale di Careggi stanno cercando di salvargli l'altro occhio. L'esplosione provocata dalla lettera è così forte che rimbomba in tutto il quartiere. «Ho sentito un rumore forte, secco - dice Alessandro Maffi dell'omonima officina ortopedica in via Paoli - Ero al lavoro accanto alla finestra, che dà sul giardino della caserma Ruspoli, quando ho sentito il boato. Non so perché ma ho pensato subito che potesse trattarsi di un attentato alla Folgore». E il commerciante non s'è sbagliato. Sono le 16: da allora viale Marconi si trasforma in un via vai di mezzi e pedoni. A partire dagli investigatori passando per i rappresentanti delle istituzioni fino ai cittadini, incuriositi e terrorizzati dal fatto. Dalla caserma Ruspoli gli investigatrori dei carabinieri, guidati dal comandante provinciale Saverio Nuzzi, entrano ed escono per accertamenti. Arrivano anche il comandante del Reparto operativo, colonnello Francesco Zati, il tenente comandante del Norm Claudio Gallù e i militari del Ros che si occupano degli accertamenti. Coordinati dalla pm Fiorenza Marrara, gli inquirenti sono al lavoro per capire che tipo di esplosivo abbia provocato una tale deflagrazione. In un primo tempo si è parlato di un liquido, poi invece è emerso che nella busta c'era della polvere nera tipo da sparo. L'ufficio di Albamonte è stato sequestrato come pure i frammenti della lettera. Ma perché la lettera è stata indirizzata proprio ad Albamonte? Si ipotizza che lui sia stato colpito in quanto braccio destro del comandante Carmine Masiello, in missione in Afghanistan dall'altro ieri. Ricordiamo che la Folgore ha da poco preso il comando delle truppe italiane ad Herat, un compito difficile e delicato. Da chiarire anche come abbia fatto la lettera a superare tutti i controlli. Su questo aspetto sono in corso accertamenti. Sgomento e preoccupazione anche in ospedale. A fare coraggio alla moglie dell'ufficiale della Folgore ci sono il vicequestore Paolo Rossi, il comandante della Compagnia dei carabinieri Carlo Lecca, vari parà e poi il sindaco Alessandro Cosimi, il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà e il prefetto Domenico Mannino. La donna è sconvolta. I medici cercano di rassicurarla: «Stia tranquilla, stiamo facendo il possibile». Ma solo lei sa quanto è duro accettare che un attentato così spregevole e vile sia capitato proprio al suo amato marito. «È una donna di grande dignità», ha detto Cosimi.
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