Il Tirreno

Livorno

Uno stage per il futuro

Ludovica Monarca
Ragazzi delle scuole superiori
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Ragazzi delle scuole superiori

Terminato il progetto del liceo Enriques che ha portato 180 ragazzi in decine di aziende

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 LIVORNO. Si è conclusa ieri la terza edizione del progetto scuola-lavoro che ha visto impegnati 180 ragazzi delle classi quarta e quinta del liceo Enriques in stage settimanali in diversi settori lavorativi. Circa 40 le aziende e gli studi di professionisti coinvolti con due importanti nuove entrate - la Asl 6 e la Capitaneria di Porto - che hanno accolto gruppi da un minimo di due a un massimo di tre ragazzi per cinque giorni lavorativi da vivere a tutto tondo.  Un'iniziativa che mira a far scoprire ai giovani che si apprestano a entrare nel mondo del lavoro, o a scegliere dove indirizzare il proprio percorso universitario, se i loro sogni riguardo al proprio futuro corrispondono alla realtà. Una sfida per conoscere le proprie potenzialità, possibilità e confrontarsi con gli impegni che la vita lavorativa porta con sé. «In un mondo sempre più precario - spiega l'assessore all'istruzione Roncaglia - progetti di orientamento di questo tipo permettono ai ragazzi di compiere scelte più consapevoli e concrete. E' importante avere dei sogni e coltivarli, ma crescendo è giusto basarsi anche sull'esperienza e non solo sulla conoscenza onirica».  Dopo aver scelto il proprio settore di interesse-spaziando dall'architettura a legge, dalla medicina all'ambito della comunicazione e dei servizi - i ragazzi hanno seguito dei corsi di orientamento in classe in modo da essere il più preparati possibile al mondo "degli adulti". Al termine della formazione, ognuno di loro ha passato cinque giorni, seguendo il normale orario feriale, osservando e cercando di imparare il più possibile sul lavoro dei propri sogni direttamente sul campo. «Non solo abbiamo assisto ai cicli giornalieri di medicazioni all'interno dell'ospedale - racconta Alba Fissi, ancora emozionata dopo il suo stage all'Asl -, ma abbiamo anche avuto l'opportunità di essere presenti in sala operatoria durante ben quattro operazioni». Tommaso, 17 anni, ha potuto riscontrare come fosse diverso il lavoro di un avvocato rispetto a ciò che si era immaginato guardando la televisione e Alessandra, che sogna di fare la giornalista, ha visto pubblicato il suo primo articolo proprio sul Tirreno. «Il successo di questo progetto è dovuto, oltre agli impegno degli studenti, al dialogo che deve essere sempre presente tra tutor scolastico e tutor aziendale. L'alternanza scuola-lavoro è un anello fondamentale per rendere i nostri ragazzi più consapevoli delle proprie possibilità. Sono sicuro che il prossimo anno gli studenti che parteciperanno a questo progetto saranno ancora più numerosi», conclude Ettore Gagliardi del Provveditorato agli studi.

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