Il Tirreno

Livorno

Si agita in aula, udienza sospesa

Un’aula di tribunale in via Falcone e Borsellino
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Un’aula di tribunale in via Falcone e Borsellino

Giovane del Bangladesh rifiuta il carcere e dà in escandescenze

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LIVORNO. Quando nel corso dell'udienza capisce che dovrà restare in carcere, dà in escandescenze. Urla e si agita tanto che il giudice è costretto a interrompere l'udienza e a rinviare il giudizio a martedì. È successo ieri mattina in aula in tribunale. Protagonista un giovane del Bamgladesh. Abdoul Elatif, 38 anni, venerdì verso l'ora di pranzo, poco dopo le 13, camminava in via Magri quando ha incrociato una pattuglia della polizia. Gli agenti l'hanno subito riconosciuto: si tratta di un clandestino già arrestato per la Bossi-Fini nel 2009 e poi nel settembre 2010.  Tuttavia, nonostante il questore abbia più volte intimato al cittadino del Bangladesh di lasciare il territorio nazionale entro i 5 giorni previsti dalla legge, lui è sempre rimasto in città. L'altro giorno invece le cose sono andate diversamente. Il 38enne è stato arrestato e portato alle Sughere. Poi ieri la polizia penitenziaria l'ha portato in tribunale per la convalida dell'arresto, che è stata subito eseguita. Il difensore nominato d'ufficio è Angelo Francesco Trombetta. Dopo, in presenza del pm Masini, si sarebbe dovuto svolgere il giudizio per direttissima, tuttavia non è stato possibile andare avanti.  Quando lo straniero ha capito che sarebbe dovuto rimanere in carcere, ha cominciato ad agitarsi e a gridare. La polizia penitenziaria ha cercato di calmarlo e di contenere l'agitazione, ma lui si divincolava. A quel punto il giudice s'è visto costretto a interrompere l'udienza e rimandare quindi la direttissima a martedì mattina.

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di Redazione web