Il Tirreno

Livorno

Dopo l’apertura della sede che ha sostituito via Pannocchia e Ipercoop

Nuovo ufficio in piazza Dante «Poste sicure, i pensionati no»

Accanto, una cliente entra nel nuovo ufficio postale di piazza Dante; a sinistra, una veduta dell’edificio che ospita la nuova sede aperta venerdì
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Accanto, una cliente entra nel nuovo ufficio postale di piazza Dante; a sinistra, una veduta dell’edificio che ospita la nuova sede aperta venerdì

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LIVORNO. Pareri discordi, ma i contrari comunque superano di gran lunga i favorevoli, sul "2 per 1" delle Poste, ovvero sulla chiusura di due frequentatissimi uffici postali, quello di via Pannocchia e quello della galleria commerciale dell'Ipercoop, sostituiti da quello più grande che da venerdì funziona nei nuovi locali operativi di Piazza Dante, accanto alla stazione ferroviaria.  Il nuovo ufficio è decisamente più grande ed accogliente, con anche un buon numero di sedie per i clienti in attesa davanti agli sportelli e ha addirittura due Postamat, gli sportelli automatici dove oltre al servizio di bancomat si possono svolgere altre operazioni postali. Tra le cose che ancora devono esser messe a punto i monitor che mostrano i numeri del turno agli sportelli che ancora non funzionano, costringendo gli impiegati a chiamare i numeri a voce, come in una tombolata all'Arci, con inevitabile codazzo di "Eh?", "Come?" e "Per favore ripeta" da parte degli utenti.  Ieri mattina l'ufficio, a parte questo problema, funzionava regolarmente, con un discreto affollamento. Tra i clienti, nettissima la distinzione tra chi abita alla Stazione, che ha accolto con favore il trasloco che ha portato in dote una comodità dimenticata, e quelli delle zone di Colline e Salviano, letteralmente inviperiti ma anche preoccupati per i pericoli che comporterà uscire dal nuovo ufficio postale, in un punto abbastanza isolato della piazza, magari dopo aver ritirato la pensione.  «E' una vera porcheria - protesta Giuseppe Citi, che è venuto da Colline - i loro problemi li fanno pagare alla gente». Più articolato, ma ugualmente negativo, il parere Di Evelina Ruffini, che arriva da via Tripoli: «E' lontano e soprattutto è davanti a questi pratini che spesso sono mal frequentati: le Poste saranno più sicure, ma noi lo saremo molto meno».  Bruna Mosti abita poco distanze e invece apprezza la comodità di un ufficio «molto più vicino a casa». Stesso Argomento da parte di Riccardo Balestri, che oltretutto è un ferroviere e abita in piazza Dante: «Per me è molto meglio, come qualche anno fa quando aveva l'ufficio postale quasi sotto casa, in via Donnini». Cinzia Sturman nota che l'ufficio è grande e non è affollato, ma accanto a lei Roberto Cavero sottolinea le difficoltà che ha incontrato per posteggiare nella piazza stracolma di auto in sosta, e ricorda che all'Ipercoop, oltre alla comodità di fare la spesa mentre si attendeva, problemi di parcheggio non c'erano. Giulia Donati è decisamente contrariata: «Prima andavamo a fare la spesa al centro commerciale e pagavamo le bollette, ora non si può più fare»  Infine ecco Andrea Mazzeo, incontrato davanti all'ormai ex ufficio postale di via Pannocchia dove si era recato non sapendo ancora della chiusura: «Io sto sul viale Carducci e, anche se non ero un cliente assiduo, dovrò rinunciare ad una comodità, anche se certo è un problema peggiore per gli anziani. Certo - conclude il cittadino mentre si incammina verso piazza Dante - questo ufficio e quello dell'Ipercoop erano ben sistemati, in punti con un grosso bacino di utenza. Ma con che criterio hanno deciso di chiuderli?»

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di Redazione web