Toscana
LA STORIA
Massacrata alla vigilia di Pasqua
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Cadavere nel bosco. Il corpo senza vita l'ha trovato un'amica nel pomeriggio di Pasqua di tre anni fa: era rannicchiata in posizione quasi fetale nel boschetto fra Nugola e Castell'Anselmo lungo la provinciale per Collesalvetti. Massacrata a colpi di coltello (tredici) il giorno prima. 48 ore senza nome. L' identificazione arriva solo due giorni più tardi: anche l'amica che divideva con lui l'appartamento a Pontedera dice di conoscerne solo il soprannome: "Eunice". Si chiama Doris Iuta, 28 anni, nigeriana. Abitava a Pontedera, arrivava in treno alla stazione di Livorno e andava in autostop fino al luogo in cui attendeva i clienti. Idem al ritorno, grossomodo al tramonto. Il telefonino. Il cellulare della vittima non viene trovato accanto al cadavere: inizialmente gli inquirenti sembrano annettere molta importanza all'apparecchio perché pensano che dai tabulati delle telefonate si possa ricostruire il giro di clienti. Viene ritrovato agli inizi di maggio nelle mani di un commerciante livornese (che però la polizia ritiene estraneo a ogni coinvolgi- mento): finisce in trappola chi gliel'ha venduto. L'omicida. A uccidere Doris è stato Alessio Nigrì, 24 anni, operaio, livornese per l'anagrafe ma abitante a Luciana, nei pressi di Fauglia: emerge che l'ha uccisa per rapinarla. Gli trovano un coltello cinese: l'esame del dna conferma che il sangue sulla doppia lama è quello della ragazza nigeriana. Il processo. Nel gennaio 2009 in primo grado (con rito abbreviato) il giudice condanna a 30 anni l'operaio livornese: niente perizia psichiatrica, anzi pena più severa perfino di quanto aveva chiesto il pm. Dieci mesi dopo, in appello, la condanna viene ridotta a 18 anni.
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