Il Tirreno

Livorno

La crisi tira il freno alle assunzioni

Ludovica Monarca
<b>IN OFFICINA.</b> Operaio al lavoro
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IN OFFICINA. Operaio al lavoro

Quasi stop nell'industria, qualche posto in più per i diplomati

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 LIVORNO. Nelle imprese torna a crescere il fabbisogno di personale diplomato e aumenta l'indice di rinnovamento professionale. Questa è una buona notizia - per non dire la sola - che traspare dal rapporto Excelsior 2010, esito dalla tradizionale collaborazione tra Camera di Commercio e Provincia, che analizza i dati della consueta indagine condotta da Unioncamere e Ministero del lavoro andando ad ascoltare un folto gruppo di imprenditori per capire nel dettaglio se hanno in programma assunzioni di personale e quale identikit hanno in fatto di profilo, qualifiche e studi.  Il 2010 è stato, senza alcun dubbio, un anno fortemente condizionato dalla profonda crisi economica la cui evoluzione sembra ancora incerta. Il 75% delle imprese ha indicato di non prevedere assunzioni di personale e chi sembra soffrire la crisi più degli altri è proprio il settore industriale e quello delle costruzioni nei quali, l'incidenza delle assunzioni, scende dal 25,7% del 2009 al 16,5%.  Il lieve miglioramento del comparto turistico-commerciale con il rilancio del settore dei servizi e il fabbisogno della Pubblica amministrazione non basta a compensare il calo della domanda nel settore privato.  L'anno è nero, anzi nerissimo specialmente per le piccole imprese fino a 9 dipendenti: nella nostra zona le loro difficoltà, almeno in termini di fabbisogni espressi, sembrano più elevate di quelle registrate a livello regionale e nazionale.  Per i giovani laureati - specialmente le donne le cui assunzioni previste perdono il 6% - il futuro sembra tutto in salita: la ricerca di livelli di istruzione superiore rispetto alla laurea è limitata e l'indice di stabilità dei rapporti di lavoro ha valori sempre più bassi.  Il contratto a tempo indeterminato è un sogno sempre più lontano dalla realtà e il lavoro stagionale sempre più necessario.  «Le imprese favoriscono le competenze trasversali a quelle tecniche», spiega Domenico Mauriello di Unioncamere: «La capacità di lavorare in squadra, di comunicazione, di risolvere i problemi: sono: queste sono le abilità richieste dalle aziende in questo momento». E aggiunge: «Per poter aiutare i giovani a inserirsi nel mondo del lavoro è fondamentale individuare ciò che le aziende e il mercato richiedono in modo da diminuire il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro».  I dati poco incoraggianti del rapporto preoccupano anche l'assessore Anselmi: «Ogni stipendio perso - dichiara - è un impoverimento per la nostra provincia. I giovani devono essere e saranno la nostra priorità assoluta».

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