Sicurezza
Esplode anche la rabbia dei precari
Gabriele Centelli
Sotto al Comune il grido di Cobas, metalmeccanici e studenti
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LIVORNO. In pochi minuti la scalinata del Comune si trasforma nella valvola di sfogo di mille preoccupazioni: quelle del mondo della scuola, degli studenti, dei metalmeccanici, dei lavoratori delle aziende di servizio, dei centralinisti di Guasticce. Tutti insieme per dire basta: «Basta ai tagli, basta al precariato». Ieri mattina - in concomitanza con lo sciopero Fiom contro gli accordi di Mirafiori e Pomigliano - il Comitato per il diritto al lavoro, Cib-Unicobas, confederazione Cobas, Usb e il Coordinamento studentesco livornese e il Coordinamento precari della scuola hanno sfilato per le vie del centro: partenza da piazza Cavour e arrivo in via Grande. «Lottiamo - interviene il segretario regionale Unicobas, Claudio Galatolo - per la difesa dei diritti dei lavoratori che in questi ultimi tempi sono stati calpestati dal governo in modo drastico. Mirafiori è una spia d'allarme per tutti, soprattutto per una città come Livorno che sta vivendo una crisi drammatica». Anche gli studenti e il personale docente fanno sentire la loro voce: «Servono investimenti nella scuola, lo sblocco dei contratti e l'assunzione del personale docente e Ata».
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