Gioco
Auto e moto, vendite in calo
Mauro Zucchelli
Dossier consumi: i livornesi hanno meno soldi e si buttano sui mobili
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LIVORNO. Benché restino tracce di quando noi livornesi eravamo "cicale" spendaccione, adesso la cinghia cominciamo a tirarla davvero: la crisi entra nei portafogli, mangia i redditi delle famiglie e falcidia i consumi. Stavolta a dirlo è chi sui consumi la sa lunga: la Findomestic è specializzata nel far da spalla finanziaria agli acquisti a rate. Il dossier regionale dell'Osservatorio di Findomestic punta prima di tutto il dito contro il reddito disponibile: nella nostra provincia in media ciascun abitante, compresi neonati e ultraottentenni, hanno avuto in "tasca" un reddito disponibile di 19.154 euro nel 2008, 18.164 l'anno successivo e 18.135 lo scorso anno. Una forbiciata di oltre mille euro a testa: ben più di quanto accaduto nel resto della Toscana (547 euro in meno nel giro di due anni) e a livello nazionale (438 euro). E se è vero che gran parte della mazzata l'avevamo già presa in pieno nel corso del 2009, bisogna sottolineare che in molte città il 2010 segna la ripresina, una inversione di tendenza almeno minima: a Pisa il reddito disponibile torna ad aumentare di 34 euro, a Firenze di 244, a Prato di 449 (mentre la media toscana parla di 146 euro in più e quella nazionale di 132 euro in più). Nella nostra provincia no: è uno dei tre soli casi in Toscana in cui nel 2009 non si è toccato il fondo, visto che l'anno scorso il reddito disponibile nelle tasche dei livornesi è diminuito di altri 29 euro. Peggio di noi, in tutta la regione, solo Grosseto. Ma dall'analisi dell'acquisto di beni durevoli salta fuori un altro segnale assai inquietante: racconta o la paura di indebitarsi (perché qualche soldino è rimasto in banca) o l'impossibilità di farlo (perché ormai si è bruciato il patrimonio e non c'è margine per ulteriori rate). Di cosa parliamo? Del brusco altolà alle immatricolazioni di auto nuove: solo 11.511 nel 2010, 2.761 in meno rispetto a dodici mesi prima (con una batosta del 19,3%). Il triplo della media toscana (meno 6,6%) e il doppio di quella italiana (meno 10,4%): a Pisa il calo è di 13,7 punti percentuali e a Lucca di 15,1, ma a Prato resta al di sotto della soglia del 10% e a Firenze segna addirittura un incremento del 7,1%. Da aggiungere che anche l'anno precedente la nostra provincia mostrava, nel dossier Findomestic, il peggior andamento regionale (a esclusione di Prato). Le famiglie ripiegano sulle auto usate: sorpassano di gran lunga quelle nuove e volano oltre quota 14mila. Ma il calo di tre punti percentuali mette Livorno quasi in fondo alla classifica regionale: peggio solo Firenze e Grosseto. Non parliamo poi di moto e motorini: i 5.341 venduti nel 2010 sono sì una cifra record (ma dopo Firenze). Però, rispetto all'anno precedente, è un patatrac del 27,3% nella vendita e del 24,7% nei consumi di prodotti connessi. Eppure per altre tipologie di spesa le cose non sono così catastrofiche. Segno che l'esigenza di selezionare le spese spinge a scadenzarle preferendo qualcosa e rimandando qualcos'altro. Diversamente da due merci-clou come auto e moto per i livornesi, ecco che l'acquisto di elettrodomestici "bianchi" (lavatrici, frigo, ecc.) e "piccoli" (frullatori, ecc.) cresce del 7,7%, in linea con il resto della regione, mentre gli elettrodomestici "bruni" (tv, stereo, dvd, ecc.) calano del 5,3%: comunque, in ambedue i casi Livorno è fra le province meno restie a spendere. Idem l'informatica (più 3,1%). Anzi, per i mobili siamo addirittura in testa alla Toscana: più 3,8%, il doppio che nel resto della regione.
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