Il Tirreno

Livorno

Porta via l'auto e lascia le multe alla moglie

Antonio Scuglia
Il tribunale di Livorno in via Falcone e Borsellino
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Il tribunale di Livorno in via Falcone e Borsellino

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Il marito se ne va di casa, lascia moglie e figlio e diventa irreperibile. Letteralmente, non per modo di dire. Però si porta via l'auto (che era della moglie). E alla sua famiglia, o ex famiglia, di lui rimane solo una cosa: le multe che arrivano puntualmente, anno dopo anno, per i bolli non pagati e così via. Alla fine alla donna, livornese, non è rimasto che andare dal giudice di pace per limitare i danni.

La vittima ha citato il marito - tuttora introvabile - e l'Aci, che oltretutto rimane contumace.  La causa è stata discussa davanti al giudice di pace pisano Carlo Scognamiglio, che con la sentenza 2727/10 ha dichiarato la perdita di possesso dell'autoveicolo, una vecchia Fiat Punto, a far data dal dicembre 2005, ordinando al conservatore del Pubblico registro automobilistico di procedere alle trascrizioni.  «Mio marito - ha spiegato la donna in giudizio - dalla fine del 2005 si è reso definitivamente irreperibile portando con sé l'auto».

La Punto era stata acquistata nell'anno 2004: pur essendo stata intestata alla donna, era stata da sempre utilizzata esclusivamente dal marito, tanto più che la moglie non era ancora titolare di patente di guida.  Il marito, dopo la sentenza di separazione pronunciata dal tribunale di Livorno, nell'aprile del 2005, si era reso irreperibile ed era stato cancellato dall'anagrafe.  Nell'andar via di casa aveva portato con sé l'autovettura ragion per cui la donna aveva perso anche la possibilità anche solo teorica di farne uso.  Tutte queste circostanze sono state confermate dall'unico teste, il figlio della coppia, che vive con la madre: «Dalla fine del 2005 non ho più visto né ho più avuto notizie di mio padre».  La domanda è fondata, rileva il giudice: «Risulta "per tabulas" che il coniuge dell'attrice, dopo la separazione pronunciata dal tribunale si è reso irreperibile ed è stato cancellato dall'anagrafe, dopo aver abbandonato l'abitazione coniugale».

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