Il Tirreno

Livorno

La sfida del Pd: puntiamo a seimila iscritti

Da sinistra Roberto Mazzoni, Roberto Posarelli e Alessio Ciampini
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Da sinistra Roberto Mazzoni, Roberto Posarelli e Alessio Ciampini

Parte il tesseramento ma è emorragia tra i metalmeccanici

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 LIVORNO. «Il Partito Democratico c'è ed è in salute». Esordisce così Alessio Ciampini, 26 anni, responsabile dell'organizzazione e del progetto politico del Pd provinciale. Con lui il tesoriere Roberto Posarelli e l'addetto al tesseramento 2011, Roberto Mazzoni. Tre "bersaniani" doc. «Ma basta con le guerre intestine - avverte Mazzoni - ora sarebbe bene che uno parlasse per tutti». Finito il congresso (con i franceschiniani alla poltrona di vice in entrambe le segreterie) nella sede di via Donnini sta per partire una doppia operazione: la "campagna acquisti" (domani e domenica tutti i circoli saranno aperti per il tesseramento) e la nuova organizzazione interna. «Dobbiamo smettere di guardarci in pancia e ricominciare a parlare con la gente». Come? «A maggio - dice Ciampini - ci sarà una conferenza di organizzazione. Intanto ci siamo divisi in dipartimenti (lavoro, sociale, cultura...) che hanno iniziato a discutere con categorie e sindacati». 500 nuovi iscritti  Ciampini snocciola i dati: «Abbiamo chiuso il 2010 con 500 iscritti in più. In tutto, considerando i 46 circoli provinciali, siamo in 4400». Numeri lontani dal partitone che in città sfiorava le 30mila tessere. «Ma in questo clima di crisi e anti politica - controbatte Ciampini - il dato è buono. L'idea è arrivare ad almeno 6mila tesserati». Chi sono i nuovi democratici? «Il 40 per cento - fa sapere - sono donne. I giovani sono un migliaio: altro dato importante, questo non è un partito vecchio». Per giovani si intende under 40 (650) e under 30 (300). Il tesoretto di voti migra nella periferia sud  Tra le vecchie sezioni di quartiere a regalare il numero più alto di iscritti è Colline (217). In picchiata La Cigna (40). Anche se va detto che i vertici del Pd guardano a Leccia e Scopaia, dove i progetti di recupero hanno trasferito le famiglie dei quartieri nord (storico zoccolo duro del partito) e ci sono più giovani. Metalmeccanici sfiduciati  Ma il dato più significativo riguarda i circoli del lavoro: se quello del porto (economia marittima) è al primo posto con 284 tesserati, quello della componentistica precipita a 32. «E' il settore che più sta subendo licenziamenti e ammortizzatori sociali - ammettono i vertici - la crisi va di paripasso con un certo sentimento di sfiducia». Chi finanzia il partito?  Il tesoriere, Roberto Posarelli, è chiaro: con le tessere, nel 2010, sono arrivati 90mila euro (in media ogni iscritto ha versato 20 euro). Ma a rimepire le casse sono soprattutto i "contributi" degli eletti e dei nominati: in altre parole sindaco, presidente della Provincia, assessori, consiglieri, membri dei consigli di amministrazione. «Chi guadagna più di 3mila euro - chiarisce Posarelli - dà al partito il 15 per cento dello stipendio lordo. Gli altri il 7 per cento». Nel bilancio del 2010 figuravano 210mila euro: per ora ne sono arrivati 185mila. (j.g.)

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