Gioco
Il Rotonda dice addio al pittore delle tamerici
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In alto un primo piano del pittore livornese Fernando Terreni 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Era un pittore del mare. Uno che amava mettersi lì, davanti agli scogli di Antignano, per dipingere le tamerici mosse dal vento. Con un po' di salmastro nei capelli e nel pennello. Poi via, sotto la pineta di Ardenza, per condividere con gli amici di sempre le lunghe serate del premio Rotonda. E' scomparso ieri mattina, all'età di 68 anni, il pittore livornese Fernando Terreni: libero professionista in pensione, socio da anni dello Junior Club Tennis (altra sua grande passione), era da sempre innamorato di tele e colori. Un amore coltivato tra le pareti di via Magri e i paesaggi ardenzini di sapore macchiaiolo. Terreni frequentava da tempo l'Accademia d'Arte Trossi Uberti: dipingeva soprattutto con acquerello e tempera, senza però disdegnare grafica e olio. Nel 2007 si è classificato al secondo posto al premio Tirrenia e al premio Città di Livorno. L'anno successivo è stato segnalato al Rotonda proprio per l'acquerello, mentre alla rassegna artistica di Riparbella ha vinto più di una volta anche nella sezione riservata alla grafica. E ancora il premio Rotonda, fino alla pubblicazione targata RoArt (lo scorso anno) sul volume di Mario Borgiotti dedicato al premio Città di Livorno. A rappresentarlo aveva scelto proprio "Lo scoglio delle tamerici", acquarello e tempera su tela. Il pittore livornese amante del tennis si è spento ieri mattina, all'ospedale pisano di Cisanello, dopo una lunga malattia. Come riferito dalla moglie era in attesa di iniziare un nuovo ciclo di cure quando il suo cuore ha ceduto all'improvviso. Accanto a lui, giorno dopo giorno, la moglie Giovanna e la figlia Elisabetta, a cui era legatissimo e che qualche anno fa gli ha regalato una bella nipotina. Il funerale di Terreni sarà celebrato stamani alle 10.30 nella cappella del campo santo della Misericordia. I familiari hanno chiesto agli amici e ai conoscenti di non comprare fiori per l'ultimo addio, ma destinare i fondi alla onlus di Medici Senza Frontiere, come avrebbe voluto lo stesso pittore. J.G.
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