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Linchiesta partita da Livorno si è allargata in tutta Italia
Quattordici denunce per i tachigrafi taroccati
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Un agente della polstrada controlla un camion 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Si è conclusa con una raffica di denunce in tutta Italia l'inchiesta della polizia stradale partita dalla scoperta a Livorno di un'officina dove venivano alterati i cronotachigrafi digitali (il cosiddetto disco elettronico) montati sui grossi camion e autotreni per controllare le effettive ore di guida degli autisti. Alla fine dell'inchiesta sono così statai trovati e sequestrati altri venti congegni per taroccare il cronotachigrafo, e indagate 14 persone, tra cui un autotrasportatore livornese insieme ad altri colleghi: uno di Padova, 7 di Venezia, uno di Rovigo e uno di Milano. Nei guai anche un'autofficina di Padova una di Milano e una concessionaria di mezzi pesanti di Padova. L'inchiesta partì nel febbraio del 2009, quando la polstrada livornese, impegnato proprio nei controlli dei cronotachigrafi per scvoraggiare il fenomeno delle eccessive ore di guida al volante dei mezzi pesanti (violazione che viene sanzionata con 713 euro), scoprì, nascosto nel cruscotto di una motrice da semirimorchi un dispositivo elettronico che consentiva di escludere il funzionamento del cronotachigrafo digitale, e quindi di aumentare le ore di guida senza che ne rimanesse riscontro. In seguito le indagini portarono a scoprire, presso la stessa autofficina di Livorno, altri ciinque apparecchi per "taroccare" il cronotachigrafo. Gli agenti della stradale capirono però che l'aterazione non era avvenuta a Livcorno, ma direttamente all'officina di Padova che era incaricata di attivare il congegno di controllo, che veniva iunvece neutralizzato proprio in origine. Da qui partì in qiesto modo l'inchiesta che si è ramificvata in tutta Italia e che si è conclusa nei giorni scorsi con le denunce delle 14 persone coinvolte nelle alterazioni.
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