Il Tirreno

Livorno

500 famiglie nel cantiere di Salviano 2

Le bombole del gas sistemate sui pianerottoli dei palazzi ancora privi degli allacci di luce, acqua e metano. Sopra i cavi che trasportano nelle abitazioni l’energia di cantiere. A destra una schiera di palazzine in fase di ultimazione nella seconda parte del primo lotto di Salviano 2, dietro a via Renato Natali
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Le bombole del gas sistemate sui pianerottoli dei palazzi ancora privi degli allacci di luce, acqua e metano. Sopra i cavi che trasportano nelle abitazioni l’energia di cantiere. A destra una schiera di palazzine in fase di ultimazione nella seconda parte del primo lotto di Salviano 2, dietro a via Renato Natali

Lavori a rilento: chi ha l'abitabilità non ha la luce. A decine vivono senza servizi

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LIVORNO. I cartelli che indicano i nomi delle vie la dicono lunga: solo uno è pronto, sistemato sull'apposito pannello. C'è scritto "via Natali". Tutti gli altri sono di carta: fogli in A4 scocciati agli angoli del quartiere. O aspirante tale: perché il Borgo di Magrignano (Salviano 2) è ancora un cantiere a cielo aperto. Più "in forma" rispetto a qualche mese fa, ma lontano anni luce dalla tabella di marcia originaria.  L'odissea di questo pezzo di città, scavato dalle cooperative del consorzio Edilporto, è nota: infiniti intoppi e l'assenza (fino allo scorso anno) delle opere di urbanizzazione hanno rallentato il trasferimento di centinaia di famiglie. In tutto 604: il primo lotto (circa 250 appartamenti che abbracciano via Natali) avrebbe dovuto essere concluso nel 2006. Gli altri due entro il 2012. Il punto è che se circa cento livornesi hanno ottenuto l'abitabilità, altrettanti stanno vivendo, come fantasmi, in condizioni di estremo disagio: panni stesi tra le ruspe, bombole del gas, luce e acqua di cantiere. Tanto che alcuni di loro, riuniti in un comitato, hanno scritto la lettera.

In cento con l'abitabilità, ma senza luce
A inizio 2010 i residenti hanno incontrato i rappresentanti del Comune e di Edilporto per chiedere una sterzata. Subito dopo sono state portate a termine le opere di urbanizzazione principali (allacci del gas, rete fognaria) e una decina di mesi fa le prime cento famiglie del primo lotto hanno ottenuto l'abitabilità delle abitazione. Che per inciso sono state pagate per intero, in media circa 230mila euro ciascuna: acqua e gas sono a posto, così come le centraline Telecom e la rete fognaria.  Ma a più di sei anni dall'inizio dei lavori molti dei palazzi che si affacciano su via Natali sono ancora senza elettricità: lampadine ed elettrodomestici funzionano con la luce di cantiere perché manca all'appello una cabina dell'Enel. Alcuni condomini hanno siglato un accordo per dividere la spesa con le ditte, altri hanno fatto installare una serie di ripartitori per definire con chiarezza chi spende quanto, in attesa delle bollette vere.

Tutti gli altri come fantasmi tra le ruspe
Ma questo è niente in confronto alla situazione che sta vivendo chi ha comprato casa nella seconda parte del primo lotto, all'altezza di via Lomi. Decine di abitazioni sono di nuovo pronte e abitate, ma completamente prive di servizi: in attesa che le cooperative portino a termine i lavori utilizzano luce e acqua di cantiere. Un mare di tubicini che corrono dalle centraline di fortuna sistemate sui marciapiedi agli scantinati dei palazzi. Poi le bombole del gas sui pianerottoli, sotto i videocitofoni all'ultimo grido.  Tra una ruspa e l'altra spuntano i panni stesi alle finestre. In molti - esasperati da anni di attesa e affitti - hanno deciso di entrare nonostante i disagi. Nel frattempo i tassi di finanziamento sono saliti alle stelle e chi ha fatto il rogito incrocia le dita: se quanto prima non sarà chiuso il cantiere perderanno le agevolazioni prima casa. J.G.

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di Redazione web