Sicurezza
«Si entra solo col permesso». È il caos
Martina Corirossi
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LIVORNO. Scene di ordinaria follia ieri ai cancelli dell'ospedale, dove è scattato il servizio di vigilanza privata per controllare gli accessi di via della Meridiana e via Gramsci. Auto e scooter non possono più transitare nel perimetro ospedaliero, salvo particolari eccezioni. «Oltre ai mezzi di soccorso possono entrare all'interno della struttura solo i fornitori e coloro che espongono un contrassegno di disabilità - spiega Giulio Fanali, di servizio in via della Meridiana - L'accesso in auto è garantito per recarsi al pronto soccorso e a chi, dovendosi sottoporre a terapie o trattamenti, presenta un permesso firmato dal caporeparto».
Un bel giro di vite che per tutta la giornata di ieri ha creato non poche criticità. Molta la rabbia, le proteste e le lamentele di chi era abituato ad entrare, anche se non avrebbero potuto. «Cerchiamo di smistare gli utenti con buonsenso, ma queste sono le disposizioni», si difendono i vigilante. Una macchina viene bloccata dal lato di via Gramsci, deve tornare indietro. Ma il guidatore non ci sta e avanza comunque. Gabriella, la vigilante, gli si para davanti ma lui non ne vuol sapere. La incalza ripetutamente con il muso dell'auto finché la donna è costretta a spostarsi. «Con i pazienti possiamo chiudere un occhio - continua Fanali - ma saremo intransigenti nei confronti del personale,medici compresi». L'accesso è infatti permesso solo ai medici in pronta reperibilità, a coloro che sono stati richiamati per un'urgenza e ai medici di famiglia che si rechino a far visita ad un loro assistito. E per chi non rispetta le regole sono già pronti i procedimenti disciplinari. «I medici che insistono per entrare con il veicolo all'interno della struttura vengono registrati. Se le violazioni dovessero ripetersi l'azienda provvederà ad un richiamo», spiegano gli addetti allo smistamento delle vetture. Purtroppo, non tutti hanno accettato di buon grado i nuovi divieti della direzione della Asl 6. Una signora si infuria contro il sorvegliante: «Guarda quanta strada devo fare, tutta a piedi. Se prendo un malanno è colpa vostra». Ma è soprattutto in concomitanza dell'orario per le visite che dilaga il caos. Nel piccolo parcheggio di via della Meridiana è un viavai di auto che entrano e che escono, di vetture che fanno inversione e marcia indietro alla ricerca di un parcheggio. Nel giro di pochi minuti si verificano due episodi incresciosi. Un automobilista si piantona di fronte alle sbarre automatiche, vuole entrare a tutti i costi. Dietro di lui si crea una fila di veicoli, anch'essi in attesa di entrare. Arriva un'ambulanza a sirene spiegate e trova l'accesso totalmente bloccato, ci vogliono diversi minuti per farla passare. Poco dopo un automobilista, impegnato in un parcheggio ardito, urta la fiancata di una vettura in sosta. Si accorge del danno, ma se ne va. Da non crederci.
«È una vergogna - protesta Cristiana, infermiera di 60 anni - per noi dipendenti parcheggiare è un incubo. I dintorni dell'ospedale sono poco illuminati e insicuri. Appena cala il buio la zona diventa off-limits». Personale e utenti sono d'accordo su un punto: serve un nuovo parcheggio. «Qui dietro ci sono i capannoni della ex Pirelli, in stato di abbandono ormai da anni - dice Fosca Zucchelli - potrebbero far spazio a tanti posti auto».
Un bel giro di vite che per tutta la giornata di ieri ha creato non poche criticità. Molta la rabbia, le proteste e le lamentele di chi era abituato ad entrare, anche se non avrebbero potuto. «Cerchiamo di smistare gli utenti con buonsenso, ma queste sono le disposizioni», si difendono i vigilante. Una macchina viene bloccata dal lato di via Gramsci, deve tornare indietro. Ma il guidatore non ci sta e avanza comunque. Gabriella, la vigilante, gli si para davanti ma lui non ne vuol sapere. La incalza ripetutamente con il muso dell'auto finché la donna è costretta a spostarsi. «Con i pazienti possiamo chiudere un occhio - continua Fanali - ma saremo intransigenti nei confronti del personale,medici compresi». L'accesso è infatti permesso solo ai medici in pronta reperibilità, a coloro che sono stati richiamati per un'urgenza e ai medici di famiglia che si rechino a far visita ad un loro assistito. E per chi non rispetta le regole sono già pronti i procedimenti disciplinari. «I medici che insistono per entrare con il veicolo all'interno della struttura vengono registrati. Se le violazioni dovessero ripetersi l'azienda provvederà ad un richiamo», spiegano gli addetti allo smistamento delle vetture. Purtroppo, non tutti hanno accettato di buon grado i nuovi divieti della direzione della Asl 6. Una signora si infuria contro il sorvegliante: «Guarda quanta strada devo fare, tutta a piedi. Se prendo un malanno è colpa vostra». Ma è soprattutto in concomitanza dell'orario per le visite che dilaga il caos. Nel piccolo parcheggio di via della Meridiana è un viavai di auto che entrano e che escono, di vetture che fanno inversione e marcia indietro alla ricerca di un parcheggio. Nel giro di pochi minuti si verificano due episodi incresciosi. Un automobilista si piantona di fronte alle sbarre automatiche, vuole entrare a tutti i costi. Dietro di lui si crea una fila di veicoli, anch'essi in attesa di entrare. Arriva un'ambulanza a sirene spiegate e trova l'accesso totalmente bloccato, ci vogliono diversi minuti per farla passare. Poco dopo un automobilista, impegnato in un parcheggio ardito, urta la fiancata di una vettura in sosta. Si accorge del danno, ma se ne va. Da non crederci.
«È una vergogna - protesta Cristiana, infermiera di 60 anni - per noi dipendenti parcheggiare è un incubo. I dintorni dell'ospedale sono poco illuminati e insicuri. Appena cala il buio la zona diventa off-limits». Personale e utenti sono d'accordo su un punto: serve un nuovo parcheggio. «Qui dietro ci sono i capannoni della ex Pirelli, in stato di abbandono ormai da anni - dice Fosca Zucchelli - potrebbero far spazio a tanti posti auto».
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