Il Tirreno

Livorno

Viti: «Un amico amato da tutti e un professionista stimato»

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 LIVORNO. «Era una di quelle poche persone che riescono ad essere amiche di tutti, che non hanno nemici». Maurizio Viti ha saputo durante una riunione con lo staff del suo reparto della morte di Massimo Ceccarini, ed è ancora scosso e arrabbiato. Per lui Ceccarini non era tanto il professionista apprezzato da tutta la città, ma un amico. Una persona vera.  «Massimo era un po' più giovane - dice Viti - ma abbiamo affrontato il percorso professionale insieme. Siamo diventati primari nello stesso anno, ricordo che abbiamo firmato il primo contratto insieme, nel 1999». Viti descrive il primario di Dermatologia come una persona speciale, di quelle che era riuscita a farsi apprezzare da tutti non solo per le sue doti di medico ma anche per quelle umane. «Era un professionista giustamente stimato - ricorda Viti -, veniva dalla grande scuola del professor Crudeli, di cui era stato assistente. Ma quello che più colpisce è che era apprezzato davvero da tutti. È praticamente impossibile trovare fra noi medici una persona altrettanto apprezzata anche sul piano umano. Ognuno di noi, anche se stimato, ha dei detrattori, una nicchia di odio o comunque persone che non lo condividono». Il dottor Ceccarini no. «Massimo non aveva nemici - conclude l'amico Viti -, è difficile trovare una persona altrettanto stimata».

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di Redazione web