Toscana
Tagli alla cultura: «Così è a rischio anche Effetto Venezia»
Federica Boldrini
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Un’immagine del teatro Goldoni simbolo di cultura in città2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. "La cultura non si mangia ma rende liberi": con questo motto è stata presentata ieri nella sede della Cgil livornese la prima edizione della "Festa della Conoscenza". A lanciare la due giorni (venerdì e sabato) i promotori Patrizia Villa (segretario Flc-Cgil), Giuseppe Luongo (segretario Slc-Cgil) e Franca Taddei (Cgil).
«C'è sempre più bisogno di conoscenza mentre le manovre a livello nazionale vanno nel senso opposto», ha preso la parola Luongo. «Tagli indiscriminati alla cultura stanno già avendo delle ripercussioni sulla nostra città. Basta pensare alle difficoltà che stanno vivendo i cinema, il teatro Goldoni, l'istituto Mascagni: per non parlare delle manifestazioni culturali, a fortissimo rischio».
Il riferimento non è certo casuale perché, ha ricordato Luongo: «Attualmente non ci sono le risorse per mettere in piedi la nuova edizione di Effetto Venezia. Lo stesso teatro Goldoni si vede costretto a posticipare di almeno un mese l'avvio della stagione: tutto per la diminuzione dei finanziamenti da parte degli enti locali dopo i tagli del governo». Una situazione che apre una riflessione. «La città futura che si sta prefigurando non ci piace - ha aggiunto - per questo dobbiamo rivolgerci ai giovani, agli studenti e alle forze imprenditoriali affinchè spendano le loro idee e le loro risorse per la città in cui vivono».
Appello naturalmente esteso anche alle amministrazioni locali: «Non dobbiamo dimenticare - ha precisato Villa - che le scelte istituzionali pesano sul futuro della città: dobbiamo sganciarci dalla mentalità nazionale per la quale il primo settore su cui tagliare deve essere proprio la cultura». A sottolineare il messaggio di speranza lanciato dalla Cgil è stata Franca Taddei: «Di cultura si mangia e si vive: ogni realtà associativa, ogni fondazione, ogni teatro o cinema racchiude in sé decine di posti di lavoro. Il messaggio è uno - ha aggiunto - c'è una luce in fondo al tunnel. Ci vogliono imporre un arretramento culturale ma la nostra battaglia, che inizia sul lavoro, proseguirà a 360 gradi».
«Il senso dell'iniziativa - è entrata nel merito Villa - è uscire dal buio: riteniamo che dalle radici debba nascere un futuro e con queste due giornate vogliamo agire su più fronti. Apriremo con una riflessione giuridica toccando il tema della riforma Gelmini. Non mancheranno momenti di svago e di riflessione: dal vernacolo, alla lettura di poesia, fino all'esibizione di corali. La chiusura sarà un tributo a Piero Ciampi, interpretata da Luca Faggella. Da ricordare - ha concluso Villa - la partecipazione delle scuole e di studenti universitari».
«C'è sempre più bisogno di conoscenza mentre le manovre a livello nazionale vanno nel senso opposto», ha preso la parola Luongo. «Tagli indiscriminati alla cultura stanno già avendo delle ripercussioni sulla nostra città. Basta pensare alle difficoltà che stanno vivendo i cinema, il teatro Goldoni, l'istituto Mascagni: per non parlare delle manifestazioni culturali, a fortissimo rischio».
Il riferimento non è certo casuale perché, ha ricordato Luongo: «Attualmente non ci sono le risorse per mettere in piedi la nuova edizione di Effetto Venezia. Lo stesso teatro Goldoni si vede costretto a posticipare di almeno un mese l'avvio della stagione: tutto per la diminuzione dei finanziamenti da parte degli enti locali dopo i tagli del governo». Una situazione che apre una riflessione. «La città futura che si sta prefigurando non ci piace - ha aggiunto - per questo dobbiamo rivolgerci ai giovani, agli studenti e alle forze imprenditoriali affinchè spendano le loro idee e le loro risorse per la città in cui vivono».
Appello naturalmente esteso anche alle amministrazioni locali: «Non dobbiamo dimenticare - ha precisato Villa - che le scelte istituzionali pesano sul futuro della città: dobbiamo sganciarci dalla mentalità nazionale per la quale il primo settore su cui tagliare deve essere proprio la cultura». A sottolineare il messaggio di speranza lanciato dalla Cgil è stata Franca Taddei: «Di cultura si mangia e si vive: ogni realtà associativa, ogni fondazione, ogni teatro o cinema racchiude in sé decine di posti di lavoro. Il messaggio è uno - ha aggiunto - c'è una luce in fondo al tunnel. Ci vogliono imporre un arretramento culturale ma la nostra battaglia, che inizia sul lavoro, proseguirà a 360 gradi».
«Il senso dell'iniziativa - è entrata nel merito Villa - è uscire dal buio: riteniamo che dalle radici debba nascere un futuro e con queste due giornate vogliamo agire su più fronti. Apriremo con una riflessione giuridica toccando il tema della riforma Gelmini. Non mancheranno momenti di svago e di riflessione: dal vernacolo, alla lettura di poesia, fino all'esibizione di corali. La chiusura sarà un tributo a Piero Ciampi, interpretata da Luca Faggella. Da ricordare - ha concluso Villa - la partecipazione delle scuole e di studenti universitari».
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