Il Tirreno

Livorno

LA VOCE DEI LETTORI

Noi anziani abbandonati alla fermata. Isolato pure il carcere

Maurizio Prosperi

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E pensare che volevo abbandonare l'auto...  Sono una signora di 72 anni, che abita a Monterotondo. Sono più fortunata di altre, avendo ancora la patente ed un mezzo, seppur scassato, a disposizione. Sento però il bisogno di esprimere la mia opinione. Da molto tempo, l'Atl, aveva promosso una campagna di convincimento all'uso del mezzo pubblico, come miglior sistema per la salvaguardia dell'ambiente. Per quello che mi riguarda, io volevo effettivamente scegliere di rinunciare definitivamente all'uso dell'auto perchè alla mia età non sempre ci sentiamo sicuri nella guida: di notte non vediamo bene, i riflessi risultano più lenti, i fari confondono, la pioggia fa apparire tutto brillante e confonde la vista, ma nè la campagna promossa dall'Atl nè tutte le difficoltà sopra esposte possono servire a poter rinunciare al mezzo privato. Una volta si diceva che il trasporto era da intendersi come servizio al pubblico, quale che fosse la convenienza economica, ora per qualsiasi situazione fa testo solo il tornaconto economico, per cui le zone più disagiate per la lontananza e per la mancanza in loco di servizi, sono state le prime ad essere bersagliate, seguendo l'ottica della mancanza di una adeguata copertura economica. Bisognerebbe tenere di conto anche del punto di vista degli anziani. Maria Casilli Detenuti e familiari isolati da questi tagli  Abbiamo appreso dalla stampa il piano di riduzione delle linee del trasporto da parte dell'Atl. La soppressione della linea 15, l'unica che collega la città alla Casa Circondariale di Livorno, oltre che creare serie difficoltà a tanti cittadini rischia di ricacciare l'istituto di pena in un isolamento dal tessuto comunitario da cui faticosamente si cerca di uscire.  Si consideri che intorno al carcere vive e si muove una folta comunità: oltre 500 detenuti, con un turn over entrata uscita di alcune decine al giorno, il personale di polizia penitenziaria, gli operatori civili, il personale sanitario, i volontari, ma soprattutto i familiari dei detenuti che costantemente si recano in istituto per effettuare i colloqui con i loro familiari ristretti.  E certamente loro sono i più penalizzati: appesantiti da indumenti e vettovaglie da consegnare a colloquio, con la pioggia, il freddo od il caldo assillante uomini, donne, spesso avanti con l'età o anche bambini, costretti a camminare per un lunghissimo tratto di strada per raggiungere l'istituto.  Per non pensare a quanti arrivano fuori città per lo stesso motivo, spesso provati da lunghi ed estenuanti viaggi. Ebbene io ritengo che tutta questa varia umanità debba essere tenuta nella giusta considerazione quando si operano scelte di questa natura. Marco Solimano Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Livorno I miei due figli verranno in città a piedi?  Con grande amarezza ieri sera ho visto l'autista di un pulmino dell'Atl che si apprestava a applicare sulla palina della fermata di Tombolo (dove abito), il manifestino di annuncio di "morte" della linea Livorno-Pisa Aeroporto, questo per voi, può darsi che sia un bello sgravio di spese... e questa decisione drastica io non l'ho proprio capita.... so soltanto che per me, cittadino, diligente, pagatore di tasse, il vostro risparmio sarà un notevole danno morale e di spesa. Ho due ragazzi in età scolastica che usavano il "bussone" quotidianamente, anche due volte, già incazzati per l'abitare fuori città, ora se vogliono farsi un giro a Livorno o Pisa per qualsiasi motivo, si dovranno fare minimo 4 km. a piedi (nel 2011) oppure mettersi in Aurelia (quella famosa per i pini della morte) con un motorino.... Ma come si fa! Ai tempi di oggi non avere un servizio pubblico tra 2 città distanti solo 18 km? A proposito, chi devo ringraziare per la linea cancellata? Il Comune, l'Atl o la Provincia??

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di Redazione web