Gioco
COSÌ PARLÒ LORETTA
Mi piace la città, non la mentalità pigra dei livornesi
2 MINUTI DI LETTURA
Molti mi chiedono se con un curriculum come il mio mi sento arrivata. Ma io rispondo che non mi sento né arrivata, né all'inizio di un percorso. Solo molto fortunata per quello che ho fatto e ho avuto dalla vita. Cosa consiglierei a un giovane che sta per intraprendere il mio cammino? Gli direi di non mollare davanti agli ostacoli che sono tanti, per cercare in tutti i modi di raggiungere i propri obbiettivi. Ho girato il mondo ma la mia base ora è Livorno, dove sono arrivata per amore. Una città che non conoscevo e non ho ancora avuto tempo di provare, perché sono sempre in movimento, e che, forse, è anche solo un luogo di passaggio. Livorno mi piace ma non amo la mentalità di chi ci abita. Qui manca l'iniziativa e la pigrizia ha il sopravvento. Il mio fidanzato è un livornese anomalo. Odia l'atteggiamento dei suoi concittadini ed è il primo criticarlo. Se dovessi paragonare Livorno a un dolce sceglierei il budino di riso, perché ho scoperto che è adorato dai livornesi. Della cucina labronica mi piacciono il caciucco e il "5 e 5", mentre non sopporto le triglie alla livornese. Se penso di aprire un giorno una pasticceria a Livorno? Per adesso no. Questo è un momento molto duro per fare progetti e non escludo che Paolo e io si debba andare all'estero per realizzare i nostri sogni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
