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Livorno riammessa tra i porti europei

Una nave Yang Ming all’ormeggio in Darsena Toscana
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Una nave Yang Ming all’ormeggio in Darsena Toscana

Rossi esulta e ringrazia Matteoli: «Rimediata un'ingiusta esclusione»

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 LIVORNO. Il porto di Livorno è rientrato nella lista dei principali porti europei. La Nea - la società incaricata dalla Commissione Europea - ha reso noto il report finale, che aumenta il numero degli scali considerati prioritari: erano 40 nell'ipotesi iniziale e adesso sono 57. E fra questi c'è anche Livorno, in accoppiata con La Spezia. Un risultato che è stato reso possibile - come spiega un comunicato dalla Regione - grazie all'interessamento del ministro dei trasporti Matteoli e per l'iniziativa della Regione stessa sviluppata nelle sedi comunitarie.  Livorno ha dunque scongiurato in extremis una bocciatura che sarebbe stata uno smacco gravissimo per un porto considerato, fino a vent'anni fa, tra i principali del Mediterraneo. I porti italiani che sono stati inseriti nello studio Nea sulla connessione tra reti Ten-T e porti, e considerati prioritari in una proiezione da qui al 2030, sono undici, suddivisi in sei sistemi: Genova e Savona, La Spezia e Livorno, Trieste e Venezia, Brindisi e Taranto, poi Gioia Tauro, infine Napoli e Salerno. Escluse Ancona e Cagliari.  La notizia del reinserimento del porto di Livorno nel core network europeo è stata accolta con soddisfazione dalla Regione: «Un risultato che il ministro Matteoli aveva preannunciato e che oggi viene confermato - dice in una nota il presidente della Regione Enrico Rossi - Un risultato ottenuto grazie all'impegno dell'Autorità portuale e della Regione Toscana che ha dimostrato le potenzialità di sviluppo di questa nostra infrastruttura e la forte integrazione del porto con il corridoio 1, l'asse centrale che attraversa l'Italia, da nord a sud. Argomenti che lo scorso 6 dicembre l'assessore Ceccobao ha presentato a Bruxelles ai vertici della Direzione generale dei trasporti ed agli esponenti del Gabinetto del Vicepresidente Kallas, Commissario responsabile delle politiche dei trasporti». «Per far valere le ragioni del porto di Livorno - conclude Rossi - sarà necessario anche l'impegno del Ministero delle infrastrutture. Dal 2013 questo inserimento consentirà di ottene finanziamenti che potranno rafforzare il ruolo del porto toscano nel panorama nazionale ed europeo».

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di Redazione web