Italia
La maga del dolce ama il salato
M. Antonietta Schiavina
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LORETTA FANELLA. Qui sopra: con il fidanzato Paolo Ciulli al Caffè Mama. Sotto: in Fortezza al festival “Mangiarsi le parole” e con Paolo Ciulli«Invento nuovi piatti anche mentre dormo ma ora ho un sogno: un figlio»
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LIVORNO. I capelli biondi raccolti dietro la nuca, gli occhi azzurri che le illuminano un viso dolce, dai tratti infantili, il sorriso timido e per contro un carattere ben determinato. Loretta Fanella quando racconta le sue "dolcezze" sembra una bambina nel bel mezzo di un gioco. Anche se con i dolci lei non gioca affatto, al contrario fa sul serio da molto tempo, tanto che la sua pasticceria è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Ieri la frenetica Loretta era a Parigi al concorso "Paris du Chef" dove architetti e cuochi hanno elaborato piatti particolari e a febbraio volerà per la terza volta ad Abu Dhabi come unica pasticcera in rappresentanza dell'Italia all'Abu Dhabi Gourmet. Per poi tornare a Livorno a preparare i "chicchi" da servire ai clienti del Caffé Mamà, il bar di via Cogorano che la Fanella gestisce con il fidanzato Paolo Ciulli: mercoledì 26 gennaio il caffè sarà palcoscenico di una serata degustazione di dolci esclusivi abbinati a vini di alta qualità, organizzata insieme alla Fisar Federazione Italiana Sommelier. Da qualche anno è il suo approdo sicuro, dove la pastry chef più gettonata del momento sogna di realizzare molti progetti, non ultimo quello di mettere presto al mondo un bambino. Lei oggi è una donna in carriera nel campo della pasticceria di alta qualità. Ma da chi ha ereditato il suo talento? «Credo da nessuno, anche se mia madre ama cucinare e lo fa benissimo, se a casa mia si mangia sempre un primo, un secondo con il contorno e la frutta e tutti i giorni il menù è differente». Che tipo di bambina è stata? «Molto timida e riservata, sempre nascosta dietro a qualcun altro». E quando ha incominciato a "giocare" con i fornelli? «A 11 anni: avevo il terrore di sposarmi perché non sapevo ancora far da mangiare. E devo proprio alla cucina se sono riuscita a tirare fuori da me stessa forza e determinazione». E' golosa o le piace soltanto preparare i dolci per gli altri? «Per me a dire il vero preferisco il salato: pizza e risotti». E' vero che avrebbe voluto fare l'istituto d'arte, ma che per comodità ha scelto l'alberghiero? «La scelta l'hanno fatta i miei genitori, più di tutti mia madre: a me piaceva disegnare, ma la scuola alberghiera era vicina a casa, mentre per studiare le materie artistiche avrei dovuto spostarmi in un'altra città». Chi l'ha incoraggiata di più nel suo lavoro? «Mio padre che è sempre stato favorevole alla mia libertà, mentre la mamma avrebbe voluto tenermi sempre sotto la sua ala. Entrambi oggi però sono fierissimi di me, anche se mamma ha dovuto arrendersi al fatto che io poi, per lavoro, me ne dovessi andare in giro per il mondo». La sua predisposizione per l'arte l'aiuta in cucina? «Sì, soprattutto per disegnare i miei piatti e renderli leggeri ed eleganti». Quando cucina in privato e non per lavoro, cosa prepara? «Piatti semplici e veloci se ne ho voglia, altrimenti caffè e latte con i cereali». Il suo fidanzato apprezza i dolci o predilige anche lui il salato? «Quando ci siamo conosciuti, scoprendo che facevo la pasticcera Paolo non mi ha più voluto lasciare e oggi è ingrassato di 25 chili». Qual è stata la sua prima volta professionalmente parlando? «A 13 anni, in un albergo a 4 stelle di Fiuggi, in estate». Con che ruolo? «Mi occupavo del buffet dei dolci e poi aiutavo in cucina». Il primo dolce di successo? «La mela al lampone, che presentai all'evento "Identità Golose" nel 2006». Lei che è apparsa molte volte in tv alla "Prova del cuoco", facendosi conoscere dal grande pubblico, cosa ne pensa dell'effetto mediatico del piccolo schermo? «La tv aiuta a essere popolare, ma professionalmente non la amo molto, perché la trovo un po' finta». Quando prepara i suoi dolci assaggia o si fida dell'istinto? «Spesso mi fido, ma ogni tanto devo anche assaggiare». Qual è la sua creazione preferita? «Il Sottobosco, uno dei dessert da collezione presenti nel mio primo libro "Oltre", un dolce al cioccolato molto speciale». E quella che ha ancora nel cassetto? «Non è un piatto ma qualcosa di più: un figlio!». Anche se questo figlio potrebbe bloccarle la carriera? «Mi ritengo molto fortunata per quello che ho fatto in questi anni e cercherò di non buttar via tutti i miei sacrifici, ma non credo che un figlio possa diventare un ostacolo». Quando e come ha incontrato colui che l'aiuterà a realizzare questo desiderio? «A febbraio del 2006, a Barcellona in una discoteca. Destino e colpo di fulmine per entrambi: io non sono una discotecara e nessuno dei due quella sera avrebbe dovuto andare in quel posto». Come tante donne per amore ha modificato il suo percorso. E lo ha fatto proprio nel momento in cui tutti la cercavano. Non pensa di pentirsi un giorno? «Agisco sempre con il cuore e di solito non mi pento mai». In ogni caso lei si sposta spesso per consulenze ed eventi. Questo non pregiudica il rapporto di coppia? «Assolutamente no, anzi, quando dopo essere stata lontana per diversi giorni torno a casa, Paolo e io siamo ancora più uniti». Uno dei dolci da lei creati è intitolato "In fondo al mare". Si è ispirata alla nostra città? «Sì. In parte in quel dolce c'è anche Livorno». Da dove prende spunto quando crea? «Dalla natura e dalla vita». Parliamo di miti. Chi è il suo in fatto di cucina? «Massimiliano Alajmo, chef patron delle Calandre di Padova, tre stelle Michelin». E fra le donne? «Non ne ho, forse perché ce ne sono poche: purtroppo. Anche se da qualche tempo le cose stanno cambiando». E' vero che nel mondo della grande cucina esistono aggressività e competizione? «Si, ma non sempre». Quando dorme le capita di sognare il cibo? «A volte e, sognando, invento anche dei piatti». Dolci o salati? «Dolci, dolci...». Com'è la sua giornata tipo quando lavora? «Lunga, ma non mi pesa. Spesso entro in cucina alle 8 ed esco alle 20, senza mai vedere il sole, e sempre con il sorriso». E come passa invece il tempo libero? «Se me ne resta un po' mi piace nuotare, andare in bici o stare davanti alla tele a vedere un bel film». E' stata nominata miglior chef pasticcera d'Italia. Pensa di meritarsi il titolo? «Modestamente sì. Mi sento sicura sulla materia e non mi spaventa nulla: l'ho dimostrato molte volte in Italia ma anche all'estero». In tre parole, chi è Loretta Fanella? «Una donna umile, solare e riservata». Anche innamorata? «Certo! Non si vede?».
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