Il Tirreno

Livorno

Ecco il commissario e le aziende del porto fanno quadrato

Sopra il nuovo commissario Giuliano Gallanti In basso l’incontro in Comune con il sindaco Alessandro Cosimi prima di tornare a Genova
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Sopra il nuovo commissario Giuliano Gallanti In basso l’incontro in Comune con il sindaco Alessandro Cosimi prima di tornare a Genova

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LIVORNO. E' sceso dal treno in arrivo da Genova alle 11 in punto. Ad aspettarlo il segretario Giorgio Gionfriddo, con un'auto dell'Authority. Poi l'arrivo a palazzo Rosciano con in tasca il decreto di commissariamento firmato dal ministro Matteoli. E tutto mentre sulle banchine gli operatori danno vita a un coordinamento permanente.

Che ha tutta l'intenzione di non restare fuori dai giochi per la nomina del nuovo presidente. E' iniziata così la prima giornata da commissario di Giuliano Gallanti, che da ieri è al timone del porto su designazione del ministro Matteoli, con il lasciapassare del governatore Rossi.  Gallanti ha trovato ad aspettarlo Roberto Piccini: un breve colloquio, poi l'incontro con i giornalisti prima di pranzare in un'enoteca della Venezia, incontrare il sindaco e riprendere il treno per Genova.  E' a palazzo Rosciano che il commissario soffia sull'aria non proprio di benvenuto annusata sulle banchine. «Ho letto - interviene - che il fatto che vengo da Genova ha creato qualche problema. I porti, ormai, si muovono in contesti internazionali... Incontrerò gli operatori, ma solo per parlare dello scalo. Per le nomine non è a me che devono rivolgersi».

I presidenti di Asamar, Assimprese, Assoterminal, Confindustria e Spedimar si sono già organizzati, dando vita al Coordinamento permanente delle associazioni degli imprenditori marittimi. «Chiediamo - scrivono - che al contrario di quanto avvenuto fino a oggi, venga a cessare l'esclusione da parte degli enti locali della Camera di Commercio dalle consultazioni indispensabili per trovare una soluzione condivisa dalle categorie economiche».  Stesso clima a ImpresaFutura (Api, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Cia, Coldiretti e Confagricoltura). «Quella della nomina del presidente - si legge in una nota inviata dopo l'insediamento del commissario - è una vicenda che è iniziata male e rischia di finire peggio se tutte le parti che a norma di legge sono in causa non avranno pari dignità nel percorso decisionale». Tradotto: il commissario non avrà vita facile. Soprattutto se lungo la rotta spunterà la nomina a presidente...

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