Italia
Il giudizio del ministro
«Con Piccini lo scalo ha perso competitività»
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LIVORNO. È un giudizio molto severo quello che il ministro Altero Matteoli ha espresso su Roberto Piccini nell'atto con cui ha respinto la terna di candidati riammessa dal Tar. Il ministro attribuisce infatti all'ex presidente dell'Authority «un'evidente incapacità di utilizzo dei fondi a disposizione ed il mancato raggiungimento degli obiettivi strategici prefissati all'inizio del proprio mandato presidenziale, con un correlato aggravamento delle condizioni competitive dello scalo». Il ministro va giù ancora più pesante quando segnala «che la sensibile riduzione degli interventi per opere pubbliche strategiche e per manutenzione di opere infrastrutturali essenziali può pregiudicare, anche nel futuro, la competitività del porto di Livorno, che oggi rischia, a fronte di una forte concorrenza da parte di altri scali europei operanti nel mededimo bacino di traffico, di vedere ulteriormente peggiorare la propria posizione sotto il profilo economico ed occupazionale sul territorio». Da qui, le conclusioni con cui motiva la bocciatura-bis di Piccini. «Ai fini di una migliore tutela del pubblico interesse - scrive Matteoli - non si ritiene di poter confermare l'incarico al presidente uscente, nei confronti del quale non sussiste peraltro l'indispesabile presupposto di reciproca stima e lealtà, necessario per instaurare un valido e proficuo rapporto fiduciario». Per quanto riguarda Piero Nocchi, il ministro motiva il suo no con «la carenza del requisito di esperto di massima e comprovata qualificazione professionale nel settore dell'economia dei trasporti e portuali». Poche righe infine per Roberto Nardi, giudicato «non in possesso delle professionalità specifiche che lo rendono idoneo a ricoprire il mandato presidenziale». A.G.
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