Toscana
Piccini vince, Matteoli lo boccia di nuovo
Cristiano Meoni
Accolto il ricorso al Tar ma il ministro rimotiva l'esclusione e chiede una nuova terna
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LIVORNO. Piccini vince al Tar. Ma non ha neppure il tempo di gioire, perchè in serata il ministro Matteoli lo esclude di nuovo. E' stata un'altra giornata campale per l'Autorità Portuale, dopo la svolta del commissariamento. Ventiquattr'ore in cui è successo di tutto. Ieri mattina è arrivata la sentenza sul ricorso presentato da Roberto Piccini contro la bocciatura della terna di candidati per l'Authority. Il Tar ha accolto il ricorso, rilegittimando la terna. Non è stato il colpo del ko che Piccini sognava: sia perchè il Tar si è guardato bene dall'affermare che Matteoli lo ha bocciato per motivi personali, non riconoscendo lo «sviamento di poteri». Sia perchè, in serata, è arrivata la doccia fredda. Il Tar ha però riconosciuto che Piccini aveva ragione.
«L'atto impugnato fonda la richiesta di una nuova terna in riferimento alla necessità di procedere a una rotazione negli incarichi - si legge nella sentenza - Una motivazione insufficiente, perchè la rotazione negli incarichi non è prevista in nessuna delle norme che vengono poste in rilievo e non rientra nei principi della buona amministrazione, nè la richiesta di nuova terna viene in altro modo giustificata». Pertanto la nota del ministro viene annullata «per difetto di motivazione dell'atto medesimo».
«Il procedimento - commenta Piccini - dovrà riprendere secondo il percorso segnato dalla legge e dalla Corte Costituzionale: ministro e Regione dovranno ricercare l'intesa sui nominativi già espressi. Ho inteso tutelare col ricorso la dignità della funzione che ho svolto, chiedendo che la scelta su una mia possibile riconferma trovi fondamento in un giudizio sull'attività compiuta. Ho fiducia che il percorso istituzionale consenta la più ampia e libera espressione delle categorie economiche e delle forze sociali».
Ma poche ore dopo la sentenza il ministro ha di nuovo respinto la terna riammessa dal Tar, allegando nuove motivazioni e chiedendo agli enti di presentare una nuova terna entro 30 giorni. Le motivazioni sono legate a un giudizio negativo sulla gestione di Piccini, segnalato dalla perdita di traffici e di importanza del porto di Livorno, escluso dai 40 principali scali europei. Ma il ministero ha anche sottolineato l'incapacità di spendere i fondi, evidenziata dal raffronto tra stanziamenti e spesa. Ora la palla torna agli enti che dovranno decidere cosa fare: se presentare i nuovi candidati, e soprattutto chi presentare. Forse Gallanti?
«L'atto impugnato fonda la richiesta di una nuova terna in riferimento alla necessità di procedere a una rotazione negli incarichi - si legge nella sentenza - Una motivazione insufficiente, perchè la rotazione negli incarichi non è prevista in nessuna delle norme che vengono poste in rilievo e non rientra nei principi della buona amministrazione, nè la richiesta di nuova terna viene in altro modo giustificata». Pertanto la nota del ministro viene annullata «per difetto di motivazione dell'atto medesimo».
«Il procedimento - commenta Piccini - dovrà riprendere secondo il percorso segnato dalla legge e dalla Corte Costituzionale: ministro e Regione dovranno ricercare l'intesa sui nominativi già espressi. Ho inteso tutelare col ricorso la dignità della funzione che ho svolto, chiedendo che la scelta su una mia possibile riconferma trovi fondamento in un giudizio sull'attività compiuta. Ho fiducia che il percorso istituzionale consenta la più ampia e libera espressione delle categorie economiche e delle forze sociali».
Ma poche ore dopo la sentenza il ministro ha di nuovo respinto la terna riammessa dal Tar, allegando nuove motivazioni e chiedendo agli enti di presentare una nuova terna entro 30 giorni. Le motivazioni sono legate a un giudizio negativo sulla gestione di Piccini, segnalato dalla perdita di traffici e di importanza del porto di Livorno, escluso dai 40 principali scali europei. Ma il ministero ha anche sottolineato l'incapacità di spendere i fondi, evidenziata dal raffronto tra stanziamenti e spesa. Ora la palla torna agli enti che dovranno decidere cosa fare: se presentare i nuovi candidati, e soprattutto chi presentare. Forse Gallanti?
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