Il Tirreno

Livorno

 La Sintermar, pertanto, potrebbe richiedere legittimamente una nuova concessione per quanto di ...

Antonio D'Alesio   presidente Sintermar
Marcello Fremura, Italo Piccini e Nello D’Alesio in una foto del 2007 per i 60 anni della Compagnia
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Marcello Fremura, Italo Piccini e Nello D’Alesio in una foto del 2007 per i 60 anni della Compagnia

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 La Sintermar, pertanto, potrebbe richiedere legittimamente una nuova concessione per quanto di diverso non possa fare nelle sue aree in concessione. Poi non risponde al vero l'accusa, che in "ambito portuale" la Sintermar abbia utilizzato "una impresa non autorizzata". In primo luogo la Sintermar non ha dato incarico proprio a nessuno ed è del tutto estranea ai fatti che sono stati incautamente riportati. E poi, sebbene il "ritiro delle merce" non è in alcun caso una "operazione portuale", l'operatività in una area privata, al di fuori dei cicli operativi di sbarco o di imbarco, è una attività che non necessita di alcuna autorizzazione da parte di chicchessia. Si dovrebbe sapere (e se non si sa ci si dovrebbero informare, prima di dire cose inesatte) anche quale sia la circoscrizione territoriale e quindi l'area di competenza della Autorità Portuale di Livorno. Si saprebbe allora che la circoscrizione territoriale è circoscritta, per decreto ministeriale, "... dalle aree demaniali marittime, dalle opere portuali e dagli antistanti spazi acquei." L'area di 131.000 mq. ove insiste il terminal Sintermar è di proprietà privata ed è pertanto al di fuori della circoscrizione territoriale di competenza della Autorità Portuale. Non ci si può permettere neppure lontanamente di accostare la Sintermar alle "aziende che operano in dispregio alle regole e in alcuni casi anche alle leggi".

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