Il Tirreno

Livorno

«Berlinguer era straordinario»

lu.dem.
A sinistra Renato Tedeschi e a destra Enrico Berlinguer
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A sinistra Renato Tedeschi e a destra Enrico Berlinguer

Renato Tedeschi, ex funzionario del Pci, ricorda le visite in città di Longo e Terracini

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 LIVORNO. Gente che ha fatto la storia del Pci, ma anche dell'Italia repubblicana. Personaggi politici che sono passati da Livorno lasciando aneddoti e piccole storie da conoscere. A raccontarle è Renato Tedeschi, per lunghi anni funzionario comunista doc, segretario della sezione San Marco Pontino, fra le più importanti della città.  Si comincia con Luigi Longo, mitico vicepresidente del Comitato di liberazione nazionale, poi vice di Palmiro Togliatti prima di diventare segretario del Pci proprio alla morte del Migliore. «Quando venne a Livorno - dice Tedeschi - a parlare con gli operatori del mercato ortofrutticolo, Togliatti era ancora vivo. Longo era vicesegretario e responsabile del lavoro di massa. Tutti noi aspettavamo una visita nella quale lui ascoltasse le richieste degli operatori. Quando intervenne, ci accorgemmo che conosceva tutto di quel mondo, fin nei particolari: pensate quanto dovevano studiare quegli uomini».  Secondo flashback, stavolta il protagonista è Umberto Terracini, presidente della Costituente e senatore di Livorno dagli anni '50. «Venne in città per un comizio - ricorda Tedeschi - e io volli fargli incontrare due compagni che volevano chiedergli i motivi della sua celebre polemica con Lenin al congresso dell'Internazionale comunista. Lui spiegò serenamente che la differenza di vedute fra loro era sui principi e sui valori della rivoluzione. Poi ci tranquillizzò tutti quanti e ci disse: "Il compagno Lenin era una persona intelligente"».  Non poteva mancare Enrico Berlinguer. Spesso veniva in vacanza all'isola d'Elba e questo significava per la federazione livornese del Pci una mobilitazione straordinaria per garantire la sicurezza del segretario, soprattutto negli anni '70, caratterizzati dalle tensioni del terrorismo. «Enrico era una persona straordinaria - conclude - ricordo che stava alzato fino a tardi la notte per aspettare le figlie che erano uscite. La moglie andava a dormire, lui no. E io, quand'era il mio turno, aspettavo insieme a lui. Ma ricordo anche la disponibilità a parlare con la gente, a incontrare i cittadini. Era un uomo che ispirava affetto e simpatia, questo non lo scopro certo io».

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di Redazione web