Sicurezza
Baggiani e i manifesti non pagati
A processo con la Lega Nord per il debito della campagna elettorale
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LIVORNO. Prima udienza ieri mattina per il processo davanti al tribunale civile per il mancato pagamento della tipografia che nel 2009 stampò i manifesti per la campagna elettorale della Lega Nord. Davanti al giudice Urgese si sono svolte le prime fasi della vicenda giudizioari che vede la tipografia Marengo, una nota ditta artigiana livornese, richiedere il pagamento di circa 6mila euro per la fornitura di manifesti, locandine e "santini" forniti per la campagna elettorale del 2009. I soldi sono stati richiesti ad Emiliano Baggiani, che allora era segretario della Lega Nord e che attualmente fa parte del Pdl, e alla stessa Lega Nord. Secondo quanto spiegato nell'istanza di recupero del credito avanzata per la ditta Marengo dall'avvocato Federica Morgantini, Baggiani si presentò alla tipografia e fece stampare il materiale a nome della Lega Nord, versando un acconto di circa 500 euro. In seguito la tipografia chiese il saldo alla Lega, ma il movimento politico si rifiutò di saldarlo spiegando che le spese non erano state autorizzate. Per questo motivo è stata citata in giudizio anche la stessa Lega Nord, secondo il principio dell'"affidamento incolpevole del terzo". Insomma, la tipografia il lavoro lo ha fatto e vuole essere pagata. «C'era un accordo, ed io ero stato autorizzato afare queste spese - ha dichiarato a questo proposito Emiliano Baggiani - sono loro che mi hanno espulso e poi si sono rifiutati di pagare quanto pattuito». Immediata la replica del commissario provinciale Mafredi Potenti: «Niente affatto, non c'era alcun accordo, ed anzi il nostro movimento è particolarmente attento su queste spese - ha sostenuto - è Baggiani che le ha fatte di sua inizativa ed adesso le deve saldare lui».
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