Gioco
I sindacati insistono: ci saranno 70 esuberi
«Altro che tagli possibili I precari sono già a casa»
Martina Corirossi
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LIVORNO. È caos nel mondo del trasporto pubblico. Da lunedì il servizio Atl sarà stravolto. Quasi 70 posti che traballano. Una situazione che appare molto più grave del previsto. Per questo ieri mattina le commissioni consiliari lavoro e vivibilità urbana si sono riunite in una seduta congiunta per ascoltare i rappresentanti sindacali dei lavoratori Atl. «L'assessore Bettini - interviene Simone Arrighi del comitato dei precari - parla ancora di esuberi da verificare, senza sapere che i tagli ci sono già stati. Gli autisti delle ditte in subappalto sono stati internalizzati e 24 lavoratori sono rimasti a casa». Ma anche i dipendenti a tempo indeterminato sentono la spada di Damocle sopra la testa. Un dato su tutti: da quando lunedì mattina entreranno in vigore le nuove disposizioni, oltre 300 corse (fra servizi urbani e extraurbani) saranno soppresse. Questo significa che un lavoratore su quattro sarà in esubero, per un totale di 68 autisti dal destino incerto. «In un primo momento cercheremo di arginare il problema con un sistema di smaltimento delle ferie arretrate - dice Maurizio Pazzaglia (Sul-Ct) - ma si prospettano situazioni che sfiorano il grottesco: ci ritroveremo la mattina al deposito per decidere chi parte e chi no». Non riesce a rassicurare i dipendenti Atl, Maurizio Bettini, assessore ai trasporti: «Ho chiesto all'assessore regionale Luca Ceccobao l'apertura di due tavoli di trattative, uno per fronteggiare l'emergenza tagli, l'altro per analizzare le prospettive dell'azienda». «L'amministrazione aveva il dovere di respingere i tagli - sostiene Gianfranco Lamberti - avere tenuto la schiena dritta sulla questione del porto ha dato i suoi frutti». Le parti politiche si sono espresse all'unanimità sulla necessità di inserire la questione dei dipendenti Atl nell'agenda dei lavori del prossimo consiglio in programma per lunedì. A ciò si unisce l'urgenza di fare chiarezza sul piano della mobilità. «Serve un piano del traffico trasversale, fatto di scelte coraggiose e moderne: il sistema dei parcheggi è fermo dal 1992», interviene Bruno Tamburi (Pdl). «Le limitazioni al traffico privato sono inutili se prima non si dà un senso al sistema dei mezzi pubblici», sostiene Lamberto Giannini (Sel). Da lunedì la Valle Benedetta, la Scopaia e il Castellaccio saranno irraggiungibili con il bus. «Dove è finita la socialità del mezzo pubblico?», si chiede Andrea Romiti (Pdl). «La libertà di movimento - gli fa eco Marcella Amadio (Pdl) - è un sacrosanto diritto».
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