Il Tirreno

Livorno

Addio a Stefano Gatti: architetto, designer e grande pilota di rally

Addio a Stefano Gatti: architetto, designer e grande pilota di rally

Un infarto lo ha ucciso a soli 55 anni mentre era in casa Ieri una folla commossa al funerale alla cappella dei Lupi

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Si sono svolti ieri alla cappella del cimitero dei Lupi davanti ad una folla commossa, i funerali di Stefano Gatti. Stefano, 55 anni, se ne è andato all'improvviso, ucciso martedì da un infarto che non gli ha lasciato scampo mentre era in casa con la compagna Natalia. «Ho un gran mal di testa - sembra abbia detto a Natlia - mi metto a letto». E non si è più svegliato. Stefano Gatti era conosciutissimo a Livorno e non solo: laureato in architettura, disegnava e produceva di mobili ed altri oggetti di design, e in gioventù era stato un brillante pilota.

Stefano Gatti abitava con la compagna nella bella villa di via Montebello, dove la famiglia Gatti si era trasferita da Gatta, nel modenese. Il padre di Stefano, Eugenio, è stato un medico molto conosciuto, e molto nota come professoressa delle superiori è la madre Luciana, ed insegnante è anche la sorella Marta. Stefano aveva anche un figlio, Lorenzo, che ha 7 anni e vive con la madre.  Stefano Gatti, persona conosciutissima a Livorno, aveva mantenuto un forte legame con la terra d'origine, tanto che la sua salma è stata cremata e le ceneri traslate a Gatta.

Di Stefano si ricordano una serie di caratteristiche notevoli: gentile e generoso come pochi, aveva il tratto del vero signore. Pur essendo nato da una famiglia benestante, ha sempre tenuto atteggiamenti di basso profilo accompagnati ad un'estrema disponibilità verso tutti. Persona di grande intelligenza che si accompagnava ad un'ironia non comune, era capace di momenti di schietta allegria accanto ad altri di maggiore riflessione.  In gioventù Stefano Gatti è stato un grande appassionato di motori. Dapprima si dedicò alle due ruote, con il motocross su quello che allora era il "mitico" Puch 175, poi passò alle quattro, correndo in diversi rally al volante della Lancia Fulvia HF, e diventando in breve uno dei bieniamini del pubblico livornese che negli anni 70 affollava le strade dove si correva la Coppa Liburna.

Dopo aver appeso il casco al chiodo e conseguito la laurea in architettura Stefano si dedicò alla sua passione per il design, ideando e producendo mobili d'arte e raffinati complementi di arredamento. Questo senza dimenticare la sua passione per la buona tavola e il buon vino: spesso lo si incontrava sia in buoni ristoranti che in semplici osterie, sempre a suo agio in tutte le situazioni. Con lui se ne va un amico che in molti rimpiangeranno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web