Gioco
Svolta in porto, nominato Gallanti
Cristiano Meoni
Oggi arriva il commissario: «Chiedo ai livornesi di accettarmi»
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LIVORNO. Il ministro dei trasporti Altero Matteoli ha firmato il decreto ieri pomeriggio. Da stamani l'Autorità Portuale è guidata da un commissario, Giuliano Gallanti, destinato a diventare presidente. L'incrocio con la sentenza del Tar non c'è stato. I giudici si sono presi un altro giorno di tempo per emetterla. E così ieri - ultimo giorno utile per la nomina del commissario - Matteoli ha firmato il decreto. «Sulla nomina - dice il ministero - ha concordato il presidente della Regione Enrico Rossi». Che ha definito Gallanti «manager di valore». «Gallanti - dice Rossi - è una scelta fatta al di fuori delle tensioni che ci sono a Livorno e questo è un fatto positivo. A Genova ha fatto molto bene, e questo è riconosciuto sia da destra che da sinistra». Gli accordi presi tra Matteoli e Rossi prevedono che Gallanti venga nominato presidente. Ovviamente dovrà essere inserito nella terna dei candidati dagli enti (uno qualsiasi tra Comune di Livorno, Comune di Capraia, Provincia e Camera di Commercio). E anche se non lo fosse, alla fine sarebbero ministro e presidente della Regione a deciderlo, con i poteri assegnatigli dalla legge. Ieri sera il neo-commissario dell'Autorità Portuale era soddisfatto della nomina. «E' vero che qualche giorno fa mi ha chiamato Cosimi, ma per dirmi che poi mi avrebbe telefonato Rossi. E Rossi - spiega Gallanti - mi ha prospettato una situazione interessante. Livorno la conosco pochissimo, verrò da voi per i primi tempi per cercare di capire e conoscere l'ambiente». «Mi dispiace per Piccini, lo conosco da tanti anni - dice ancora l'avvocato - ma da come avevo capito non aveva molte chanches. Livorno è una bella sfida. E' un porto che ha un grande retroterra e questo è un punto qualificante». Che differenza rispetto a Genova, soffocata dalle montagne. Ma anche quante affinità. «Sono due città portuali che si assomigliano: ecco vorrei costruire la comunità portuale a Livorno, eliminare la separatezza che ancora c'è tra città e porto». Un vasto programma, da presidente in pectore. «I porti valgono se hanno un retroterra. I porti non sono più solo banchine». Gallanti prenderà le consegne da Piccini oggi pomeriggio. «So che ci sono state polemiche a Livorno ma spero di essere ben accetto, di stabilire rapporti con le istituzioni e con chi lavora in porto. Io vorrei un porto aperto all'esterno, come lo dovrebbero essere le città portuali».
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