Il Tirreno

Livorno

Incontro con i poliziotti di quartiere al “Niccolini Palli”: si parla di bullismo, canne e caschi allacciati

Studenti a lezione di legalità e sicurezza

Martina Corirossi
I tre agenti durante la lezione agli studenti del Niccolini Palli
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I tre agenti durante la lezione agli studenti del Niccolini Palli

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 LIVORNO. Dal bullismo alle sostanze stupefacenti passando per la sicurezza stradale e i pericoli di internet. Su questi temi tre poliziotti di quartiere hanno tenuto una vera e propria "lezione di sicurezza" agli studenti delle classi prime dell'istituto "Niccolini Palli".  Inizialmente intimoriti dalle divise, i ragazzi hanno partecipato con interesse e curiosità. «Il segreto sta nell'usare un linguaggio semplice, portare esempi concreti tratti dalla quotidianità, per far capire che "può succedere anche a te"», spiega Salvatore, uno degli agenti che ha tenuto la lezione. Si è parlato di bullismo, un fenomeno diffuso nelle scuole. «Non abbiate paura di raccontare - dicono - la forza del bullo sta nell'omertà, col silenzio si rafforza solo chi delinque, si diviene suoi complici».  Gli studenti delle prime, benché giovani, hanno imparato a fare i conti con le proprie responsabilità: «Attenzione agli scherzi: se un vostro compagno si ferisce e la prognosi supera i 27 giorni si deve procedere d'ufficio. Questo significa che sarete costretti a presentarvi al tribunale dei minori, anche se la parte lesa non sporge denuncia».  Poi è stata la volta dell'uso di sostanze stupefacenti e dell'abuso di alcool. «Sfatiamo qualche mito: una canna non è più naturale di una sigaretta perché contiene "erba"». E ancora sulla sicurezza stradale: «Sono sicuro che la maggior parte di voi mette il casco solo per paura di essere multato. E invece dovete farlo per voi, per la vostra vita che è una sola e preziosa».  Gli studenti del "Niccolini Palli" hanno tempestato i poliziotti con una pioggia di domande sul mondo di internet, sui social network e la privacy. «Installare file di cui non conoscete l'origine è come aprire la porta di casa ad uno sconosciuto. Non fatevi ingannare da chi si nasconde dietro false identità e non accettate mai appuntamenti al buio».  L'iniziativa, che si ripete da quasi 7 anni, tornerà nei prossimi giorni con altre sezioni e visto il gradimento di ragazzi e docenti potrebbe essere "esportata" in altri istituti.

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