Il Tirreno

Livorno

Le indagini confermano: suicidio

Antonello Palmas
La Moby Freedom attraccata al porto di Olbia
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La Moby Freedom attraccata al porto di Olbia

La giovane mongola s'è buttata dal traghetto

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 LIVORNO. Le indagini confermano: è stato un suicidio. Ventidue metri di volo per terminare la sua vita nel gelo del mar Tirreno. Ha scelto una morte terribilmente spettacolare la ragazza di 28 anni, della Mongolia, che due notti fa si è gettata dal ponte della "Moby Freedom", da Livorno al Olbia. Sull'episodio indagano polmare e capitaneria di Olbia.  È stata vista aggrapparsi al parapetto della nave e salutare con una mano chi era vicino, prima di lanciarsi nel vuoto: pochi dubbi che si sia voluta gettare volontariamente. I fatti risalgono alle 23 di martedì quando a bordo del traghetto Moby Freedom, salpato da Livorno alle 20.25 e diretto al porto Isola Bianca di Olbia, è stato dato l'allarme per una persona in mare da chi aveva assistito al tragico gesto. Un uomo del personale ha avuto la prontezza di lanciare immediatamente in mare una ciambella di salvataggio, che è stata poi determinante per il recupero del corpo della donna. Il comandante Antonio Izzo ha subito invertito la rotta e, al tempo stesso, ha avvertito la guardia costiera, che ha inviato sul posto (a circa 27 miglia da Livorno, al largo dell'isola di Capraia) una motovedetta ed un elicottero, decollato da Sarzana. Dal traghetto nel frattempo è stata messa in mare una lancia di salvataggio. I mezzi di soccorso alle 00.20 hanno localizzato e recuperato la giovane. Alle 00.45 il medico di bordo ne ha constatato la morte. La donna viaggiava con due donne e un uomo connazionali. Testimoni oculari hanno riferito che la giovane, dopo aver scavalcato la recinzione di prua della nave, si è aggrappata con le mani al parapetto e poi si è lasciata andare, salutando con una mano durante il volo nel vuoto.  Le testimonianze di due passeggeri hanno contribuito a togliere gli ultimi dubbi sul fatto che la giovane orientale abbia deciso di togliersi la vita. Nel mirino della polizia di frontiera i mongoli, sospettati di non essere in regola coi permessi: esito negativo per due di loro, mentre per un terzo, stando alle leggi italiane, sarebbe dovuto scattare l'arresto. Ma una direttiva del parlamento europeo ha prevalso ed è stato lasciato libero. Il corpo della donna è a Sassari per l'autopsia: da capire se la morte sia avvenuta per annegamento, per congestione o per il violento urto con l'acqua.

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