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Livorno

L'amarezza di Piccini: «Mi sento tradito»

Roberto Piccini
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Roberto Piccini

L'ultimo giorno da presidente tra sospetti e telefonate di solidarietà

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 LIVORNO. Tradimento. Ecco l'accusa che risuona a Palazzo Rosciano, nel giorno dell'addio. Roberto Piccini vuole tenersi fuori dalle polemiche: con Cosimi c'è un rapporto personale oltrechè politico, di comuni frequentazioni, storia, militanza. Ma agli amici confida: «Mi sento tradito, anche se sono sereno».  Certo, è più sereno Roberto Piccini dopo aver toccato con mano l'affetto dei tanti amici, quelli veri. Quelli che, martedì notte dopo la tesissima riunione alla sezione porto del partito, lo hanno aspettato fino alle tre di notte per abbracciarlo e baciarlo.  Roberto Piccini aspetta che esca la sentenza del Tar per parlare pubblicamente. E anche l'altra sera, alla sezione, si è limitato a fare puntualizzazioni di tipo tecnico. Ma con gli amici, è un fiume in piena. Agli amici dice di aver appreso dai giornali degli accordi presi sulla sua testa. Sostiene di aver più volte parlato con il sindaco, nelle settimane scorse, anche a lungo, e che questi non gli ha mai fatto balenare niente.  Ed è deciso a resistere: perchè pensa di avere ragione e per una questione di orgoglio. «Ho un nome da difendere, quello dei Piccini, di mio padre, io sono un figlio del porto».  Si sono sprecate, in questi giorni di agonia politica, le attestazioni di stima, le telefonate sincere di incitamento. Da Livorno ma anche da fuori. Gli hanno telefonato diversi presidenti di Authority, lo ha chiamato Francesco Nerli, presidente di Assoporti e suo amico, «lui sì che è il numero 1». Niente di personale con Gallanti, Piccini lo conosce da vent'anni. Solo che, come ha confidato agli amici, non pensa che sia la persona giusta per Livorno.  Resta tanta amarezza, «perchè dopo quattro anni di semina adesso ci sarebbero stati quattro anni di raccolto, esattamente come è successo per Cosimi» si lascia scappare con gli amici. A Cosimi un'altra chanches è stata data, con la ricandidatura, a Piccini no. Un addio al veleno, anche se lui pensa ancora che sia un arrivederci. C.M.

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