Il Tirreno

Livorno

Volevano bruciare un altro camion

Lara Loreti
Il camion distrutto ancora fumante
◗
Il camion distrutto ancora fumante

Rogo alla Scopaia, il mezzo era stato interamente cosparso di benzina

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Volevano far scoppiare anche il secondo camion. Gli incendiari in azione domenica notte alla Scopaia, in via Irlanda di fronte al circo, avevano già cosparso tutto il mezzo di benzina. Gli investigatori hanno trovato chiare tracce del materiale infiammabile. Nell'abitacolo c'erano la tanica e lo straccio imbevuto.  Le fiamme hanno intaccato tre camion in sosta in un campo privato: il primo è quello da cui è partito il rogo e appartiene a un giostraio lombardo impegnato nella fiera a Cecina. L'incendio è partito dalla cabina e da lì ha investito tutto il mezzo. Il secondo, che è del figlio del giostraio, è andato distrutto parzialmente ed è il mezzo rosso che era già stato cosparso di benzina e che probabilmente gli autori dell'attentato si preparvano a far saltare in aria. Non è escluso che gli incendiari abbiano svuotato proprio la tanica di benzina che i vigili del fuoco hanno trovato a bordo e poi sequestrato. Accanto alla tanica c'erano anche lo straccio inbevuto di materiale infiammabile e il contenitore del detersivo, tutti oggetti portati via per essere analizzati. Questo secondo furgone è stato investito dalle fiamme che si sono propagate dal primo. E ha preso fuoco facilmente.  Il terzo camion interessato dal rogo appartiene invece al negozio di frutta e verdura livornese Martini, ed è stato danneggiato solo davanti: secondo la polizia è casuale che sia bruciato e quindi non era nel mirino degli autori del gesto.  Accanto ai mezzi bruciati ce n'era un altro su cui dormiva un giostraio che, non sapendo dove fermarsi per la notte, aveva deciso di coricarsi temporaneamente nel suo mezzo. Questi, un milanese di 43 anni, s'è salvato per miracolo. È riuscito a scappare per un soffio, svegliato dalle violente esplosioni che provenivano dai mezzi adiacenti. Si tratta degli stessi scoppi che nel cuore della notte tra domenica e lunedì hanno svegliato all'improvviso la Scopaia. A saltare in aria, i cristalli del primo camion, le ruote, il serbatoio di benzina e poi - l'esplosione più forte e pericolosa - la bombola da 25 litri di gpl che era all'interno. I vigili del fuoco stanno svolgendo rilievi tecnici sul materiale sequestrato con la polizia scientifica, mentre il Centro documentazione dei vigili del fuoco ha effettuato foto e riprese. La squadra mobile della polizia, coordinata dalla Procura, sta indagando per dare un volto e un nome ai responsabili dell'incendio. Per il momento tutte le piste sono aperte. La polizia non esclude che l'attentato sia collegato al circo Orfei, che ieri ha definitivamente lasciato la contestata area di via Irlanda, da subito mal vista dai residenti per la vicinanza eccessiva alle case. Una convivenza difficile infatti quella tra i tendoni degli animali e gli abitanti della Scopaia. Roventi le polemiche, esplose sabato pomeriggio quando c'è stato un acceso litigio tra circensi e residenti, con i carabinieri a gettare acqua sul fuoco. Ma la squadra mobile non scarta neanche altre piste. Nel mirino degli incendiari potrebbero esser stati gli stessi giostrai? È una delle ipotesi al vaglio degli investigatori. Intanto la polizia ha ascoltato residenti, i giostrai, che usavano il campo privato per parcheggiare i veicoli, e lo stesso padrone dell'area. Ma per ora nessun indizio è emerso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web