Toscana
Donna muore cadendo in mare dal traghetto, ipotesi suicidio
Juna Goti
Tragedia tra Gorgona e Capraia. La vittima è una passeggera del Moby Freedom diretto a Olbia
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Sarebbe stata vista aggrapparsi al parapetto della nave e salutare con una mano, prima di lanciarsi nel vuoto: si sarebbe dunque gettata volontariamente in mare una giovane di 28 anni il cui corpo è stato recuperato la scorsa notte al largo di Livorno. L'ipotesi più accreditata al momento è che la donna, della Mongolia, si sia suicidata.
L'allarme è stato lanciato dal traghetto Moby Freedom, partito da Livorno e diretto a Olbia, poco prima di Mezzanotte a più di 25 miglia dalla costa. Le ricerche disperate, poi il tragico ritrovamento del corpo senza vita in piena notte.
La dinamica dell'incidente è tutta ancora da chiarire. Dopo l'allarme, dalla costa è partita la vedetta (il CP 867) della capitaneria di porto, seguita poco dopo da un rinforzo aereo. L'elicottero è volato sopra il tratto di mare che separa l'isola di Gorgona dalla Capraia. In più tre navi che si trovavano nei paraggi sono state dirottate per aiutare le ricerche. Si tratta della Stolt Courage (una chimichiera in attesa di attraccare nel porto di Livorno), il Delfino Bianco che percorre abitualmente il tratto di mare tra Marina di Carrara e Olbia e la Via Adriatica che da Livorno avrebbe dovuto raggiungere il porto di Cagliari.
Gli equipaggi hanno scandagliato il mare con i tender, i grossi fari che permettono di illuminare le onde. Gli uomini della capitaneria di porto, da terra, hanno coordinato gli equipaggi, operando in tandem con gli operatori dell'avvisatore marittimo. Minuti frenetici, con la centrale operativa incollata alle radioline di bordo.
Intorno all'una il corpo è stato riportato a bordo e la nave ha ripreso a muoversi in direzione Olbia, dove è arrivata stamani. A Olbia sono in corso tutti gli accertamenti con le forze dell'ordine e gli uomini della capitaneria. La donna viaggiava insieme a due compagni, un mongolo e un cinese che ora saranno interrogati e che pare abbiano problemi con il permesso di soggiorno. Alcuni testimoni oculari intanto hanno riferito che la giovane, dopo aver scavalcato la recinzione di prua della nave, si è aggrappata con le mani al parapetto e poi si è lasciata andare, salutando con una mano - o almeno questo è sembrato il gesto - durante il volo nel vuoto.
L'allarme è stato lanciato dal traghetto Moby Freedom, partito da Livorno e diretto a Olbia, poco prima di Mezzanotte a più di 25 miglia dalla costa. Le ricerche disperate, poi il tragico ritrovamento del corpo senza vita in piena notte.
La dinamica dell'incidente è tutta ancora da chiarire. Dopo l'allarme, dalla costa è partita la vedetta (il CP 867) della capitaneria di porto, seguita poco dopo da un rinforzo aereo. L'elicottero è volato sopra il tratto di mare che separa l'isola di Gorgona dalla Capraia. In più tre navi che si trovavano nei paraggi sono state dirottate per aiutare le ricerche. Si tratta della Stolt Courage (una chimichiera in attesa di attraccare nel porto di Livorno), il Delfino Bianco che percorre abitualmente il tratto di mare tra Marina di Carrara e Olbia e la Via Adriatica che da Livorno avrebbe dovuto raggiungere il porto di Cagliari.
Gli equipaggi hanno scandagliato il mare con i tender, i grossi fari che permettono di illuminare le onde. Gli uomini della capitaneria di porto, da terra, hanno coordinato gli equipaggi, operando in tandem con gli operatori dell'avvisatore marittimo. Minuti frenetici, con la centrale operativa incollata alle radioline di bordo.
Intorno all'una il corpo è stato riportato a bordo e la nave ha ripreso a muoversi in direzione Olbia, dove è arrivata stamani. A Olbia sono in corso tutti gli accertamenti con le forze dell'ordine e gli uomini della capitaneria. La donna viaggiava insieme a due compagni, un mongolo e un cinese che ora saranno interrogati e che pare abbiano problemi con il permesso di soggiorno. Alcuni testimoni oculari intanto hanno riferito che la giovane, dopo aver scavalcato la recinzione di prua della nave, si è aggrappata con le mani al parapetto e poi si è lasciata andare, salutando con una mano - o almeno questo è sembrato il gesto - durante il volo nel vuoto.
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