Il Tirreno

Livorno

Parla il caposquadra che ha guidato l’intervento in via Irlanda. «Chi ha dato l’allarme non sapeva che ci fossero le bombole di gas»

Un volo di tre metri, ma i pompieri si rialzano

Lara Loreti
Marco Gambini, al centro con il casco, mostra i resti della bombola
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Marco Gambini, al centro con il casco, mostra i resti della bombola

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 LIVORNO. Ci sono i fannulloni, quelli bacchettati dal ministro Renato Brunetta, che approfittano anche di un'unghia incarnita per "fare festa". E poi c'è chi ama il suo lavoro, chi conosce il sacrificio, il senso del dovere e dell'abnegazione, la passione verso le cose che fa.  La squadra dei vigili del fuoco in servizio ieri notte alla Scopaia fa parte della seconda categoria. Una caratteristica, quella dello spirito di corpo, che appartiene un po' a tutti i pompieri, da sempre orgogliosi di essere amati e considerati dalla gente gli angeli del soccorso.  Ieri notte in via Irlanda i cinque vigili del fuoco arrivati per primi hanno rischiato in prima persona la vita, restando coinvolti nella deflagrazione di una bombola di 25 litri di gpl. Lo racconta il caposquadra che guidava il gruppo, Marco Gambini, 51 anni di cui 25 in divisa. Un vigile del fuoco d'esperienza.  Cosa è accaduto?  «L'altra notte siamo stati allertati per un incendio di camion in via Irlanda, e dopo tre minuti eravamo sul posto. Non immaginavamo che ci fossero delle bombole: chi ha dato l'allarme non poteva prevederlo. Quando lo sappiamo in anticipo, cerchiamo un muretto o qualcosa che possa proteggersi. Ma in questo caso siamo stati colti di sorpresa. Appena arrivato, ho visto subito le bombole tra le fiamme, anche perché si sentiva un forte soffio del gas che usciva. Credo che l'incendio fosse iniziato già da un quarto d'ora. Ma il mezzo era in un campo aperto e non c'erano protezioni da usare come riparo».  Quando c'è stata l'esplosione?  «Pochi istanti dopo il nostro arrivo, il tempo di accorgerci della presenza delle bombole. La deflagrazione è stata fortissima. Il violento spostamento d'aria mi ha scaraventato via, facendomi volare per oltre tre metri. Per prima cosa mi sono assicurato che i colleghi stessero bene, e loro hanno fatto lo stesso con me. Ma dopo un minuto, siamo ripartiti, elmetto e tuta ignifuga, e abbiamo spento le fiamme. La priorità per noi in quel momento era evitare l'esplosione delle altre bombole e mettere in sicurezza il quartiere».  Non avete pensato a chiamare un'ambulanza?  «Nessuno ci ha pensato, eravamo frastornati, ma ci siamo subito ripresi e messi all'opera». Le era mai successa un'esperienza simile?  «No, è la prima volta, anche se avevo già fatto interventi con scoppi di bombole. Grazie al Cielo l'altra notte è andata bene».

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di Redazione web