Gioco
Dopo la notte di spavento, i residenti della Scopaia continuano ad accusare
«Questi fatti non devono accadere ma il circo qui non ci può stare»
Federica Boldrini
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LIVORNO. Spaventati, increduli ma anche arrabbiati. I residenti di via Irlanda assistevano, ieri mattina, a quello che era rimasto del camion dato alle fiamme nel corso della notte a poca distanza dalle loro abitazioni: solo un relitto, altri mezzi danneggiati e un acre odore di bruciato. Qualcuno scatta anche delle foto con il cellulare: immagini che gli abitanti della zona - pur contrari all'ubicazione del circo sotto le loro finestre - non avrebbero mai voluto vedere. «Se chi ha combinato tutto questo è qualcuno che voleva lanciare un avvertimento o spaventare gli addetti del circo per mandarli via si deve solo vergognare. Possibile che la gente non abbia capito che anche loro devono fare il loro lavoro e non fanno niente di male. È una vergogna, e questo incendio poteva essere una strage». Da parte di tutti c'è la consapevolezza della gravità dell'episodio e nessuno dubita del fatto che si tratti di un rogo doloso. Anche se resta aperto l'interrogativo su chi possa essere stato. «Dopo le polemiche iniziali che c'erano state fra i residenti e i circensi mi sembrava che le acque si fossero calmate - spiega un signore di mezza età - Anche perchè girava la voce che il circo si sarebbe spostato a breve nello spiazzo di via del Levante e quindi i residenti si erano tranquillizzati». Una tranquillità che però non sembra essere mai arrivata per davvero, almeno a sentire le parole di una donna residente della zona. «Dopo lo spavento che mi sono presa stanotte - afferma - qualsiasi sia stata l'origine dell'incendio, sono sempre più convinta che il circo qui non ci può e non ci deve stare. Non ne potevamo più e anche se tutto questo non doveva succedere sono contenta che vadano via», è stato il suo sfogo. Altri abitanti lanciano accuse. «Alle 6 di mattina passeggiavano con i leoni al guinzaglio come se fossero cagnolini - racconta un signore - Non va bene per niente tutto questo». Poi l'accusa, per niente velata, all'amministrazione comunale: «Io rimango della mia idea - ha concluso l'uomo - questo circo allestito qui è stata una ripicca dell'amministrazione contro di noi. Il comune ce l'ha con i residenti della Scopaia perché dicono le cose come stanno: siamo fatti così e questo è il risultato».
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