Il dolore
SEGUE DALLA PRIMA
QUEL ROGO SPENTO...
Andrea Lazzeri
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Giusto, quindi, partire da qui. Il primo caso vede protagonisti - ancora una volta - i vigili del fuoco. Cinque di loro erano appena scesi dall'autobotte e sono stati investiti dallo scoppio di una bombola di gpl. Sollevati in aria e buttati a terra. Nessuno avrebbe avuto niente da obiettare se queste persone avessero deciso di farsi ricoverare per un controllo al pronto soccorso. Invece la squadra si è rialzata, ha srotolato gli idranti e cominciato a gettare acqua sulle fiamme seguendo scrupolosamente le procedure. Tutto normale come se fosse normale tornare a casa con le ossa doloranti e un bel po' di lividi addosso o aver sfiorato la morte per il gesto di qualche scellerato. Un comportamento che merita ancor maggiore ammirazione perché, fosse stato per i vigili del fuoco, il fatto sarebbe rimasto ignoto. Solo il lavoro dei cronisti lo ha portato alla luce. Il secondo episodio è di natura assai diversa e riguarda il direttore del circo il quale, già dal giorno precedente, aveva ordinato di cominciare a smontare il tendone e prepararsi alla partenza. Il motivo: «Non possiamo lavorare se i cittadini non ci accettano». Così ha deciso di indirizzare la carovana verso una piazza più accogliente. Una scelta saggia quella del responsabile dell'Orfei, un tentativo - purtroppo tardivo ma non per colpa sua - di evitare che la tensione raggiungesse livelli intollerabili e anche un modo per lasciare Livorno con un "arrivederci" invece che con un "addio". Perché impedire che gli attriti degenerino in violenza è una scelta sempre intelligente e lungimirante. Il senso del dovere dei vigili del fuoco e la decisione del direttore del circo di non inasprire gli animi, sono il segno che la ragione non si è smarrita del tutto in questa vicenda. Che dire, invece, degli altri protagonisti? Nell'attesa di vedere presto assicurato alla giustizia chi ha appiccato il rogo, non resta che sperare in un rapido rinsavimento dei nostri amministratori comunali: quelli che hanno autorizzato un circo a sostare in un'area evidentemente non idonea, e quelli che hanno pensato di cavalcare il malcontento usando parole di fuoco che qualcuno ha tradotto in una tanica di benzina.
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